Uomini e donne (con calzini e gambaletti)
ott 6th, 2009 | Da nessuno | Categoria: Artisticamente, ZibaldonateSabato scorso, durante la BlogFest, anzi più precisamente l’ErotiCamp, ho assistito alla presentazione del libro di Giulia Blasi “Nudo d’uomo con calzino“. Non l’ho ancora letto, ma credo lo farò presto, Giulia infatti è ragazza brillante, intelligente e penso che sarà una bella lettura.
Purtroppo però ultimamente sono un po’ disturbato dalle tante discussioni uomini-donne sopratutto perché (lo ammetto) rosico nel non constatare un pari accanimento tra le parti. Gli uomini hanno un bagaglio di caratteristiche peculiari pari a quello che hanno le donne eppure è tutto un fiorire di testi (online, non oline e in serie televisive) sulle caratteristiche degli uomini (che diventano poi difetti) visti dalle donne. Questo mi ha decisamente stancato per cui mentre ascoltavo Giulia ero irrequieto sulla sedia. Mi aspettavo che da un momento all’altro ci sarebbe stato qualcuno a lamentarsi che gli uomini lasciano sempre la tavoletta alzata e che miodddddioooooquestacosapropriononsifacheschifo – per inciso: quando dico che la propaganda femminile funziona benissimo basta prendere ad esempio proprio la tavoletta del cesso. La tavoletta alzata è diventata sinonimo di incuria, ovviamente maschile, e di pigrizia (“Cazzo, dopo che hai pisciato non puoi proprio abbassarla???”) mentre nessuno fa notare che chiudere del tutto l’asse del water sarebbe la cosa migliore, rappresenterebbe il giusto compromesso e risolverebbe l’annosa questione. Ma poi di che si parlerebbe? Ci sarebbe forse il rischio che le donne vengano accusate di pigrizia nel non abbassare la tavoletta? Va’ che è meglio non rischiare dai.
Chiudo la divagazione e torno a Giulia, che è ragazza intelligente, ho già detto, e che ha avuto il merito di mettere l’accento sulla necessità di parlarsi più come individui che come generi e ha poi puntato il dito su alcune di quelle caratteristiche peculiari del bagaglio femminile come una passività (retaggio culturale) della donna che tende a lasciare che sia l’uomo la parte attiva in ambito sessuale o come la forse eccessiva analisi di ogni minimo accadimento. Quel passaggio della sua presentazione mi è piaciuto molto perché l’ho trovata una rara obiettività. E magari leggendo l’altro con queste due informazioni ben chiare si potrà passare da me-parlare-donna-un-giorno ad un me-parlare-donna-ma-ascoltare-uomo o viceversa.
Ora non mi resta che leggere il libro.




