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un non-luogo non collocato in un ambiente definito e nemmeno, per certi versi, definitivo
non adibito ad alcuna funzione vitale come può essere un luogo di decenza e forse per questo indecente
privo di indicazioni sul da farsi per non dar luogo a chissà ché nel quale ben poco avrà luogo.
Insomma un posto così

Un sabato con AnnA

gen 22nd, 2007 | Da | Categoria: Ragazzo padre

Primo fine settimana del 2007 con AnnA ricco di soddisfazioni. Il sabato mattina siamo andati inun grande negozio di giocattoli per spendere il buono natalizio che l’azienda per la quale lavoro regala a tutti i figli dei dipendenti.
Ammetto che il pensiero di scatenare la bimba nelle compere mi metteva un po’ di apprensione però ho dovuto ricredermi. Già quando le spiegavo come avremmo fatto…

Io: AnnA possiamo spendere ventisei euro. Tu scegli i giocattoli ed io ti dico se possiamo comprarli o no.
AnnA: Ma posso prendere tanti giocattoli?
Io: Ne puoi prendere tanti piccoli oppure pochi grandi.
AnnA: Come le giostre di Roma?
Io: Si brava, è come se io avessi il bicchierino con i gettoni: tu mi dici che gioco vuoi ed io ti dico se ci sono i gettoni.
AnnA: Ho capito.
Io: Comunque visto che sono tanti sarebbe bello se tu non pensassi solo a te, ma comprassi qualcosa anche per qualcun altro.
AnnA: … -e dopo qualche secondo- Beh, poi vediamo!

Arrivati al negozio è stata bravissima. Abbiamo prima fatto il giro del negozio e poi le ho spiegato di non andare in cerca di quello che c’era ma di chiudere gli occhi e pensare forte a quello che desiderava di più e che avremmo preso prima quello. Così ha fatto e tra una scelta e l’altra siamo andati via con la bimba soddisfattissima di aver comprato due bacchette magiche con lucine e suoni (una per lei ed una per la sua amichetta Matilde), un pupazzetto delle Winxs, dei magneti di vetro da colorare ed attaccare al frigorifero ed alla fine mancavano ancora pochi centesimi utilizzati per comprare delle figurine.
Durante il giro ha anche dichiarato di essersi stufata delle Winxs, ma ci credo poco.

La sera l’ho portata, lei, il pupazzetto e la sua bacchetta magica, ad un aperitivo con i miei amici. Dopo una mezzora mi ha chiesto di tornare presto a casa ché avrebbe voluto dipingere i magnetini dato che la domenica mattina era troppo lontana. Poi è arrivato un bimbo biondo, molto grazioso anche se un po’ più piccolo di lei ed è partito l’idillio. Sì, insomma, è arrivata la carne fresca.
Mi sono state riportate le seguenti perle:

Lui: A che ora vai via?
AnnA (novella Cenerentola): A mezzanotte.
Lui: Ma non puoi chiedere di rimanere un po’ di più?

AnnA, sussurrando rivolta ad Aurora: Senti, non mi ricordo come si chiama.
Aurora: Michelangelo
AnnA: Ahhh, due nomi.

Direttamente a me:

AnnA: Papi posso rimettermi le scarpe ed il giubotto ed andare con Michelangelo qui di fuori?

Ditemi voi se non si tratta di una prima uscita
Io: Va bene, però state qui davanti fuori dalla vetrina così vi vedo.

Va a vestirsi, fa per girare attorno ad un mobile per raggiungere Michelangelo, si gira e dice:
AnnA: Va bene se stiamo fuori di là?
Io: Certo, mi sposto anche io…
AnnA, spingendomi con la mano: No, no, non c’è bisogno che vieni anche tu.

Ah! beh.  

Tag: AnnA, regali

2 commenti a “Un sabato con AnnA”

  1. ZonaSedna scrive:

    eccezionale la pupa :-)
    ancora un attimo e ti chieder

  2. marta scrive:

    e infatti li vedevo affiatati :)
    che meraviglia!

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