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un non-luogo non collocato in un ambiente definito e nemmeno, per certi versi, definitivo
non adibito ad alcuna funzione vitale come può essere un luogo di decenza e forse per questo indecente
privo di indicazioni sul da farsi per non dar luogo a chissà ché nel quale ben poco avrà luogo.
Insomma un posto così

Traslazioni spazio-temporali

mar 19th, 2005 | Da | Categoria: Sulla strada

Deve essere successo qualcosa fuori del normale che mi ha fatto finire qui. Tutto filava liscio. Ho fatto colazione abbastanza presto in hotel, poi sono uscito per affrontare nuovamente Parigi con la sua bellezza, la storia e qualche insidia.
Prima tappa da un coiffeur per tagliarmi i capelli (e mimetizzarmi meglio in questo ambiente).
É filato tutto liscio ed ero nuovamente in strada in direzione della metropolitana pronto a tornare in rue Rivoli, da dove avevo concluso ieri il mio giro. Obiettivi Place de Vosges e Bastille.
I negozi ed i mercatini si animano e non me la sento di prendere la metropolitana alla fermata più vicina, meglio camminare ancora un po’ e prendere l’altra linea.
Scendo nella metro, individuo la direzione, la fermata nella quale scenderò. Una voce annuncia qualcosa all’altoparlante. Salgo sul convoglio. Fra sei fermate si cambia.
Ad un certo punto tutti scendono ed mi guardo intorno un po’ sorpreso, ma non tanto, deve essere una fermata di scambio. Infatti dalla direzione opposta la gente sale copiosa su un altro convoglio. Qualcuno da fuori dice qualcosa. Chissà che vuole?
Bello, per almeno un paio di fermate avrò una carrozza tutta per me. Mi posso pure mettere comodo.
Le porte si chiudono ed il convoglio riparte.
Strano però quanto vada lento. Vuoi vedere che il tipo voleva dirmi che il convoglio ha qualcosa che non va? Forse la voce all’altoparlante annunciava questo.
La metropolitana procede sempre lentamente ed affianca altri convogli fermi.
Che bello, non una carrozza tutta per me, ma un convoglio tutto per me, anzi, decine di convogli tutti per me.
Tiro il freno d’emergenza. Uno po’ per segnalare la mia presenza solitaria, un po’ perché fin da quando ero piccolo quella maniglia proibita mi ha attratto.
Il convoglio si ferma e dopo qualche istante compare il conducente che, in inglese, mi dice che posso rimanere seduto e che fra te minuti si riparte.
Che cusiosi questi francesi però: mettono un deposito proprio lungo il tragitto. Deve essere pensato per i guasti. Curiosi ma previdenti. Bravi.
Dopo poco il treno si rimette in movimento ed entriamo in una stazione. Di nuovo fermi e motore spento. Leggo il nome della stazione e non lo trovo nella lista delle fermate che mi aspettavano. Vuoi vedere che abbiamo imboccato un’altra linea ed ora siamo fermi perché non riusciamo a raggiungere lo scambio per la nostra legittima linea?
Sto meditando se scendere quando un ragazzo sale sulla carrozza. Poi altri passeggeri.
É a questo punto che mi sorge il dubbio.
Ripensandoci…
[...]Scendo nella metro, individuo la direzione, la fermata nella quale scenderò[...] Deve essere in questo momento che una traslazione spazio-temporale mi ha fatto imboccare un’altra galleria e sbagliare direzione della metro.

3 commenti a “Traslazioni spazio-temporali”

  1. Sil scrive:

    Non c’ho capito niente :) Ma stai bene? Da dove dgt? Sei m o f?

  2. Mary.Ann scrive:

    E ti sei ritrovato a Frittole? :)

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