Terzo piano
ott 10th, 2003 | Da nessuno | Categoria: ZibaldonateOggi sono tornato finalmente a sedermi alla mia scrivania. Oddio “finalmente” é una parola grossa: questo posto ogni giorno che passa promette sempre peggio. Adesso siamo arrivati a due stipendi non pagati. In particolare quello di settembre che per me era particolarmente ricco dati i tanti giorni di servizio di reperibilità che ho svolto. Però ormai siamo agli sgoccioli. Gli azionisti continuano nei loro litigi e come da più parti ci hanno giustamente fatto notare non ha molto senso continuare ad accumulare crediti nei confronti dell’azienda: sarà più difficile recuperarli. Vorrà dire che saranno i dipendenti a dare la spallata finale.
Alternative oltre a quella che sto cercando di costruire con dei colleghi e che non ha nulla a che fare con l’informatica, non ce ne sono. Il mercato insomma è piuttosto fermo.
Intanto però oggi non ho nessuna sessione del corso su Office che sto tenendo ai direttori dei punti vendita di una catena di supermerercati. Un argomento del genere in poco più di mezza giornata è un’ammazzata non da poco ed ogni sera sono piuttosto provato. Sopratutto ieri è stata dura dato il clima cameratesco che ad un certo punto si è venuto a creare: forse ho chiesto loro troppo ma quando ne ho visto due sghignazzare, mandarsi silenziosamente a quel paese, allontanarsi l’uno dall’altro e cominciare a sventolarsi… insomma quando uno dei due ha scoreggiato.. beh mi sono reso conto che era inutile far vedere loro come si mette dritto un foglio prima di stampare e che era meglio mandarli via.
Oggi nulla di tutto ciò, se ne riparla la prossima settimana.
Quindi rieccomi qui alla mia scrivania con un CD dei Supertramp nel lettore mentre scrivo e sistemo le e-mail accumulate in questi ultimi giorni. Poi preparerò il resoconto sul servizio dato al cliente che ha appena disdetto il servizio (pare gli sia stato chiesto il pagamento anticipato di tre mesi di servizio e quello si è giustamente fatto una risata e mandato a quel paese questa azienda gestita con i piedi).
Poi partirò per Roma per il fine settimana e nel viaggio mentre guiderò con gusto lungo l’autostrada ripenserò a quelle zanzare che nonostante il mese di ottobre e le temperature che di notte sfiorano i dieci gradi continuano a farmi visita la mattina alle cinque.




argh, che brutti racconti… forza, eh!
Ivo