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un non-luogo non collocato in un ambiente definito e nemmeno, per certi versi, definitivo
non adibito ad alcuna funzione vitale come può essere un luogo di decenza e forse per questo indecente
privo di indicazioni sul da farsi per non dar luogo a chissà ché nel quale ben poco avrà luogo.
Insomma un posto così

Tamburi

giu 20th, 2003 | Da | Categoria: Zibaldonate

Ieri mi stavo recando a cena dalla mia amica (quella che ha tre cose grosse così ed una è il cervello) quando mi sono imbattuto in una sfilata di gruppi di percussionisti brasiliani. I tamburi e gli altri strumenti di cui mi sfugge il nome facevano uno splendido “baccano”. La gente sul ciglio della strada li guardava rapiti e qualcuno ballava.
Ed io mi stavo commuovendo.
Ho capito che quando percepisco il senso di comunione fra gruppi numerosi di persone, quando vedo tanta gente muoversi assieme, all’unisono, o un ritmo molto sostenuto come quello di tutti quei tamburi mi viene un senso di emozione molto molto forte e quasi quasi piagerei dalla gioia.
Mi vengono in mente il capodanno in Austria assieme all’amico barbuto con tutta la piazza della città gremita di gente che alla mezzanotte balla il walzer viennese suonato dall’orchestra; oppure un evento sportivo nel quale è tangibile la gioia di una squadra per la vittoria sofferta tipo il GP di Australia del ’87; un’altra emozione così fu quando il complessino per il quale suonavo non fu scelto per quella serata e ci distribuimmo tra il pubblico per fare da claque agli altri suonatori, e loro durante gli applausi ci chiamarono sul palco perché il gruppo di tutti i “sonatori” era un bel gruppo.
Chissà che fine hanno fatto.

Tag: emozione, milano, musica

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