Svenuto
ott 30th, 2007 | Da nessuno | Categoria: ZibaldonateDurante il volo da New york a Milano, leggevo che è più difficile riprendersi dal jet-lag se si è volato verso est. Per correre ai ripari ho cercato di uniformarmi al più presto al ciclo giorno notte nostrano.
Sabato - Arriviamo a Malpensa con un’ora di ritardo essendo decollati dal JFK un’ora e mezzo oltre il previsto (benedetti venti a favore). Le valige arrivano dopo un’altra ora ed alla fine alle 11, quando già mi sarei immaginato a casa, sono ancora sul treno che mi riporta a Milano. Alle dodici la sola cosa di cui ho voglia è di fare la mia solita colazione: marocchino e brioche con la crema. Poi disfo la valigia e mi guardo il Gran Premio del Brasile che avevo registrato. A metà corsa l’occhio mi si affloscia. Decido di concedermi un pochino di sonno ma piazzo la sveglia che nel pomeriggio devo vedere Aur0. mi sveglio dopo tre quarti d’ora. Finisco di vedere la registrazione, mi vesto ed esco. Altro caffè in zona Cadorna, lei mangia anche un pezzo di focaccia, io non ne sopporto l’idea avendo il gusto di caffè in bocca. Camminiamo molto nel quartiere cinese (già già già) e poi ci spostiamo in zona navigli per fare un aperitivo con Vale e la Sbri. Arriviamo che già sbadiglio. Un bicchiere di vino, un piatto con patate, bruschetta e poco altro e poi mi congedo. "Vai a dormire eh?", "No. Ho intenzione di svenire sul letto".
Prendo una pastiglietta di melatonina e crollo.
Domenica - Mi sveglio alle sette ma con l’ora solare sono le sei. Poltrisco nel letto, sorrido pensando alla giornata e quando mi alzo mi sento fresco come una rosa. Doccia, barba e poi lavatrice. Metto in ordine la stanza non prima di essere sceso al bar a fare colazione. Ho un discreto appetito però ho idea che le scorte di cibo texano vivano e combattano ancora assieme a me.
Una volta sistemato tutto mi metto a lavorare al PC. Quando guardo di nuovo l’orologio sono già le 16 e comincio a pensare alla serata. Non ho fame e poi sulla scrivania avevo degli snack mangiati distrattamente… va beh dai, tiro fino a sera.
Quando arriva M. ed entriamo nel locale comincio a sentire appetito ma anche a non pensarci più di tanto. Quando faccio il mio giro al buffet c’è molta coda, prendo giusto il minimo indispensabile ripromettendomi un secondo giro… poi mi dimentico bellamente della promessa. Oh! Succede.
Lunedì - Altra sveglia molto presto per andare a portare AnnA a scuola. In macchina mi ricordo che il baretto, quello buono, il lunedì è chiuso. Sinceramente mi dispiace. Faccio colazione e poi al lavoro. A mezzogiorno e mezzo ho una fame che non ci vedo. Bistecca, patate, yoghurt. Questo è il giorno più duro per il jet-lag ed infatti mi affievolisco man mano durante la giornata. Esco dall’ufficio affamatissimo. Ceno, scambio saluti su MSN e mi imbusto sotto il piumone.
Mi sveglio in piena notte convinto siano almeno le quattro del mattino. L’orologio sentenzia invece le 22:43. Devo essermi addormentato poco dopo le 20. Praticamente un crollo verticale.



