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un non-luogo non collocato in un ambiente definito e nemmeno, per certi versi, definitivo
non adibito ad alcuna funzione vitale come può essere un luogo di decenza e forse per questo indecente
privo di indicazioni sul da farsi per non dar luogo a chissà ché nel quale ben poco avrà luogo.
Insomma un posto così

Stefano Rosso

set 16th, 2008 | Da | Categoria: Artisticamente

stefanorosso.jpgHo appena letto del decesso di Stefano Rosso. Probabilmente in pochi sanno chi era. Era un cantautore della scuola romana degli anni ’70, di quelli del Folk Studio per intenderci e del Folk Studio fu proprio l’ultimo artista. Anni fa, quando ancora vivevo a Roma, lessi di un suo ritorno al Folk Studio dopo alcune traversie, credo, di salute. Andai quella sera per cogliere due piccioni con una fava: conoscere Stefano Rosso ed entrare al Folk Studio. Lui non si presentò e ci restituirono i soldi del biglietto. Mi fece simpatia.
Non credo abbia mai avuto un successo diffuso eppure ha scritto molto e sempre con molta ironia.
Qualche mese fa avevo scoperto il suo sito web (stefanorosso.net o myspace.com/stefanorosso, ascoltatelo) e letto che era ancora in attività, con tanto di un album prodotto in questi ultimi anni.
Avrei voluto conoscere meglio la sua produzione, sono sicuro che ci avrei trovato molto di più della citatissima Storia disonesta.


L’Italiano

Vent’anni all’estero da minatore

oppure in galleria come editore,

scudetti mezzo, buon meridionale,

se ammazzo in Africa son coloniale

se ammazzo austriaci son patriota.

Canto da sempre e non conosco nota.

Piaccio alle nordiche, specie svedesi,
cambio governo quasi ogni sei mesi.
Sono cattolico per adozione
e l’hobby invece è la rivoluzione.
Mio figlio un giorno sarà calciatore
per il momento è in terza dalle suore.

Ma cosa guardi, cosa c’è di strano?
Chi sono, dici? Beh, sono italiano!
Son stato il solo a perdere la mano
sia col tedesco che l’americano,

ma se mi chiedi chi fu Garibaldi
uno che nacque presto e morì tardi.
Ma cosa guardi, cosa c’è di strano?
Chi sono, dici? Beh, sono italiano!

Siam tutti preti, navigatori
figli di ‘gnotta e grandi cantautori.
Mamma è una santa, le altre da bordello,
se perde il Napoli faccio un macello,
se trovo un portafogli perché è vecchio
tv a colori e pane dentro al secchio.

Siam diplomatici, laici, estremisti,
furbetti, asmatici e poi femministi,
di calcio tecnici, d’amor maestri,
figli di parroci in gite campestri,
del cruciverba siamo i pensatori,
quattro infermieri e centosei dottori.

Ma cosa guardi, cosa c’è di strano?
Chi sono, dici? Beh, sono italiano!
Son stato il solo a perdere la mano
anzi il pallone con il coreano,
son stato il solo a vincere la guerra
sia con la Svizzera che l?Inghilterra.
Ma cosa guardi, cosa c’è di strano?
Chi sono, dici? Beh, sono italiano!

Da vivo sono un po’ menefreghista
da morto invece son nazionalista,
specie se ho nomina da deputato,
da giornalista a volte pensionato,
ma la domenica problemi grossi:
segna Giordano, segna Paolo Rossi?

Ma cosa guardi, cosa c’è di strano?
Chi sono, dici? Beh, sono italiano!

Son stato il solo a perdere la mano
sia col tedesco che l’americano,
confesso, è vero, ma non è finita,
prossima vittima è l?Europa unita.
Ma cosa guardi, cosa c’è di strano?
Chi sono, dici? Beh, sono italiano!

Tag: cantautori, Stefano Rosso

2 commenti a “Stefano Rosso”

  1. vale scrive:

    ho appena sentito “l’italiano” in chiusura di blob, mi

  2. assente scrive:

    Quanti sono stati? Forse dieci secondi in tutto fra la tua entrata e l’uscita dal supermercato! Mi spiace non averti potuto offrire un caff

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