Sorrisi e Chiaro di luna
ago 19th, 2007 | Da nessuno | Categoria: Reloaded, ZibaldonateScartabellando vecchi canzonieri ho ritrovato un foglio con una delle mie canzonacce scritta attorno al ’95 credo. La canzone fa proprio schifo, sia come melodia (ci sono degli accordi davvero azzardati che non capisco come potessero piacermi) ed anche il testo è davvero misero misero. Però mi ricordo perfettamente di come nacque quella canzone.
Era un periodo in cui non avevo una lira in tasca, guidavo la mia macchina sfruttando anche il vento per non consumare benzina e stavo attento a tutto. Ci provavo, anzi, ma senza riuscirci. Infatti più ci provavo più mi ritrovato con spese impreviste a cui fare fronte senza chiedere nulla ai miei (per orgoglio). E più vivevo al minimo, più mi intristivo. Come un serpente che si morde la coda mi mettevo anche nelle condizioni di peggiorare sempre più, perché si sa che la fortuna e cieca ma la sfiga…
Sarà colpa del chiaro di luna
se risparmio, andando in auto, la benzina
Vado piano, senza brio, e mi scordo del pedale
è così che poi mi assale
la più cupa malinconia.
È vero che piove sul bagnato
ci son spese quando proprio sei spiantato
ci son tasse da pagare, scadon bolli, abbonamenti.
Mi han fermato anche tre agenti,
mi hanno colto in infrazion [...]
Per approfittare di un semaforo favorevole, svoltai troppo presto sbagliando ponte ed imboccando una corsia preferenziale. Proprio con la macchina della polizia dietro. Uno dei poliziotti capì che mi ero proprio sbagliato ed avrebbe voluto farmi solo una ramanzina ma la sua collega fu inflessibile.
Un paio di sere dopo uscii con Luana e parcheggiai come facevo spesso la macchina a Ponte Matteotti. Scendendo avevo una sensazione strana addosso. Qualcosa che non mi convinceva. Infatti quando tornammo alla macchina…
È quando più sto attendo alla lira
che mi accorgo di esser preso di mira
da un ragazzo delinquente, deficiente e anche cretino
mi ha tirato un sampietrino
mi ha sfondato il finestrino
Mi chiedo se forse ci sta un nesso
fra la sfortuna di cui vanto possesso
e gli imprevisti da pagare con palese malcontento
e la tristezza mia in aumento
che non mi riporta su [...]
Arrivai in questo stato di pesantezza a guardarmi un pomeriggio nel portafoglio nel quale avevo solo ed esclusivamente mille lire. Mi resi conto che stavo abbruttendomi dietro quel foglietto, attaccandomi a ben poca cosa. Ed arrivai lungo Viale Angelico al semaforo dove incontravo sempre un immigrato al quale avevo semplicemente stretto la mano un giorno e da allora tutte le volte che mi vedeva faceva in fretta per potermi salutare e chiedermi della mia famiglia.
Son rimaste mille lire, mi fan quasi tenerezza
Tu mi lavi il parabrezza, me ne frego e le do a te
Le do a te che sei giocondo
e sorridi a tutto il mondo
te ne freghi se la gente è scortese e un po’ ignorante
e per me è troppo importante
il sorriso che mi fai
Oggi ho ritrovato questa canzone e questa storia. Mi accorgo che questa estate ho fatto lo stesso e quando ho avuto il guasto alla macchina vedendo compromesso il mio lavoro di risanamento dei conti, ho deciso di alleggerirmi l’animo ed avevo anche pensato cosa mi sarebbe piaciuto fare e subito ne sono stato contento. Quando si ha poco e ci si attacca a quel poco sapendo che si vorrebbe di più con la paura di arrivare allo zero, forse è meglio raggiungerlo subito quello zero, respirare e liberarsi da quel poco pesantissimo. Mi accorgo di aver fatto lo stesso anche con certi sentimenti. Sorrido lo stesso e di nuovo, ma meno dolcemente.
e per me è troppo importante
il sorriso che mi fai




Ricordo di quel ragazzo, non l’ho mai dimenticato…e ricordo quella macchina, la Uno un po’ scassata…che mi ha accompagnato svariate volte a casa, ricordo di come cantava e di quel che suonava…
Ricordo anche che quel ragazzo mi disse di dare tanto che poi ci si sente bene…e il suo insegnamento
Uno un po’ scassata???? Naaaa. All’epoca non lo era per nulla. Rettifica please, in memoria della mia vecchia Uno Rosso Ceraze
Devo proprio????
Io ricordo che cigolava!!!
Ok…in memoria di tanti passaggi, rettifico lo scassone…cio
No, non cigolava.
Almeno non in tua presenza.
Oddio come
oddio me l’ha preso 2 volte..sorry.
Gi