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un non-luogo non collocato in un ambiente definito e nemmeno, per certi versi, definitivo
non adibito ad alcuna funzione vitale come può essere un luogo di decenza e forse per questo indecente
privo di indicazioni sul da farsi per non dar luogo a chissà ché nel quale ben poco avrà luogo.
Insomma un posto così

Silenzi e vacanze

lug 11th, 2005 | Da | Categoria: Zibaldonate

spiaggia.gifMa quanto durerà la mancanza di nuovi pezzi su questo blog? Mi sa ancora un po’. Non riesco a scrivere ultimamente. Non riesco nemmeno a leggere a dire il vero. Ho almeno tre libri cominciati e stoppati quasi subito. Uno l’ho avviato con entusiasmo giusto l’altro ieri mentre ero al mare, ma già tornato in città mi è passata la voglia. Sono strasicuro che la colpa è della televisione troppo vicina al letto. I guai di una casa piccola. Ad essere onesti le mie serate recenti in casa non sono passate davanti alla televisione ma davanti al PC. Ho ripreso a giocare al computer. Dopo alcune serate passate a civilizzare il mondo, guidando l’impero romano contro tutte le altre civiltà passate e moderne, adesso mi trovo impegnato a realizzare la migliore impresa di trasporti dell’intero globo.
Segnali, questi sono segnali di spine da staccare.
Due giorni in ufficio e poi torno al mare da AnnA. Torno sulla spiaggia di Follonica, anzi di Puntone, a fare castelli di sabbia, giocare con gli aquiloni (invidiando un poco quelli giganti di chi fa sky-diving), cercare il massimo rilassamento facendo il morto a galla nell’acqua calda e bassissima di questa zona (uno watsu autogestito), oppure… oppure… oppure non so che altro. Passerò i prossimi quattro giorni in attività semplici. Ho anche comprato delle biglie per insegnare agli amichetti di AnnA dei giochi antichi.
Poi verrà sabato e tornerò a Roma, AnnA andrà in Africa mentre io [OMISSIS].
Il computer non lo porto, al massimo scriverò sul mio quaderno e poi copierò quel che avrò voglia di raccontare.
Le cose che avrei voluto scrivere nei giorni scorsi le saluterò per sempre e non lascerò le mie considerazioni sul premier giapponese che invita i funzionari pubblici a non indossare la giacca e la cravatta e ad abbassare l’aria condizionata (geniale, ci penso ogni volta che incontro un impiegato sudaticcio per strada, specie se fighetto); oppure le mie blande riflessioni su come l’informazione via blog si faccia sempre più pronta rispetto a quella tradizionale, su come qualche testata tradizionale se ne sia accorta e pubblichi dei pezzi sul fenomeno, su come il resto dell’informazione segua l’onda riprendendo il pezzo della prima senza usare i blog in prima persona. Come dire che pecore si nasce e spesso si muore.
L’idea di scrivere della perenne insoddisfazione del lavoratore medio potrà, invece, tornarmi utile sempre: avrò sempre modo di ascoltare una lamentela da parte di qualche mio collega e di ascoltarla con un orecchio intenerito: infondo nessun posto è perfetto ma i disagi che si vivono dove lavoro io sono molto più sopportabili di quelli che troverebbero altrove. Lo sapessero.


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Nessun commento a “Silenzi e vacanze”

  1. claudia scrive:

    .. nuova di questo blog… intanto complimenti! ..e se scopri qualche nuovo gioco da fare in spiaggia con AnnA postalo che mi aspettano dieci giorni di vacanza con il mio di nano (mononucleare anche io) e ormai, o mi invento qualcosa di nuovo o lui piglia il suo piccolo surf e naviga verso altre coste… saluti cla

  2. Sil scrive:

    Per gli OMISSIS devo chiedere a Macchianera?

  3. nessuno scrive:

    Claudia, grazie dei complimenti. Io ho scoperto utilissimo coinvolgere nei nostri giochi tutti gli altri bambini che si avvicinavano incuriositi da un pap

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