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un non-luogo non collocato in un ambiente definito e nemmeno, per certi versi, definitivo
non adibito ad alcuna funzione vitale come può essere un luogo di decenza e forse per questo indecente
privo di indicazioni sul da farsi per non dar luogo a chissà ché nel quale ben poco avrà luogo.
Insomma un posto così

Ricettario: branzino alla Cazzara

ago 27th, 2005 | Da | Categoria: Le gambe sotto al tavolo

branzino.jpgPer apprezzare appieno questa ricetta sarebbe necessario conoscere bene l’antica civiltà dei Cazzari, tuttavia qui non vogliamo parlare di storia ma di culinaria, per cui ci limiteremo a dire che i Cazzari vivevano di agricoltura, pesca, ma soprattutto, espedienti. Potremmo dire, quindi, che i Cazzari stanno al pesce come le Puttanesche alla pasta.
Detto ciò ecco questa fantastica ricetta che ci permetterà di diventare Cazzari anche noi.
Rovistate tra le suppellettili della vostra cucina e rintracciate una teglia rigorosamente più piccola di un pesce medio e tonda. Se ne avete di più adatte, non prendetele in considerazione… che razza di Cazzari sareste se no?
Recatavi quindi al supermercato ed acquistate un branzino (o spigola che dir si voglia) chiedendolo espressamente di taglia piccola – ricordate la teglia?
Alla cassa spenderete circa quattro euro ma, cosa più rilevante, vi renderete conto, quando sarà il vostro turno, che non avete comprato il sale grosso.
Lo so, lo so che avrei dovuto dire gli ingredienti necessari a questa ricetta prima di tutto, ma i Cazzari erano maestri dell’improvvisazione. Quindi… arrangiatevi. Avete un po’ di sale grosso in casa? Usate quello. Dirò di più: una volta tornati a casa e sistemata la spesa nel frigo, uscite nuovamente per prendere, chessò, un caffè ed approfittate per comprare all’alimentari sotto casa il sale grosso necessario. E se ci riuscite, tornate a casa, dopo aver bevuto il caffè, scordandovi di nuovo il sale. A me è riuscito ed a voi?

Quando sarà l’ora della preparazione del pranzo, accendete il forno al massimo, date una sciacquata al pesce, disponete dell’alluminio sulla teglia e partorite il primo espediente: come faccio a cucinare il pesce con il poco sale che ho a disposizione?
Un vero Cazzaro farebbe così: prenderebbe dell’altro allumino che formi dei bordi per far sì che il sale sia contenuto attorno al pesce. Ottima soluzione. Disponete quindi il pesce sul secondo strato di alluminio e quindi nella teglia. Se la vostra teglia è quella di un vero Cazzaro il pesce non potrà esservi adagiato. Provate a metterlo quindi di sguincio, cioè di taglio e magari piegategli un po’ la coda. Questo nuovo espediente funziona ma rende un po’ vano il primo.
Fottetevene.
Avete messo qualche odore nella pancia del pesce? No? Bravi Cazzari!!! Togliete di nuovo il pesce e spruzzategli un poco di rosmarino dove vi erano le viscere. Ridisponete il tutto e versate abbondantemente il sale. Cercate di coprirlo interamente. Sale sopra, sale sotto e sale di lato. Un vero Cazzaro, ve lo dico subito, non ha sale a sufficienza, per cui passa cinque minuti a spostarlo da sopra a sotto, dal lato a sopra e da sotto al lato, fino a quando il suo istinto non gli dirà di avvolgere il pesce nel secondo strato di alluminio.
Poremmo quindi definire il branzino alla Cazzara un mix tra “al sale” ed “al cartoccio”.

Mettete al forno per venticinque minuti.
Quando il timer squilla, estraete la teglia, scartocciate il cartoccio, abbiate un moto di disappunto per non trovare la crosta di sale (non poteva formarsi non essendocene abbastanza), ma fatelo seguire da un refolo di speranza quando la pinna del pesce viene via senza opporre resistenza. Vuol dire che è cotto.
Pulite orgogliosi il vostro branzino ed apprezzate come la pelle si stacca compatta.
Potete ora godervi il vostro pranzo bevendoci su dell’ottima birra rossa.
Qualcuno obbietterà: “la birra con il pesce???”, che volete che vi dica: i Cazzari questo avevano.


branzino.jpg

17 commenti a “Ricettario: branzino alla Cazzara”

  1. francifra scrive:

    ahahahhahhaahhaaha bellissima…

    ma hai fatto questo l’altro giorno che ci eravamo detti di raccontarci il nostro pranzo?

    io ho fatto una banalissima insalata con gamberetti e mele..

    hai visto l’immagine da me?
    :-)
    bacib

  2. lise.charmel scrive:

    ahahah, anch’io sono una cazzara alimentare, ma non a questo livello

  3. nessuno scrive:

    chi ti dice che non lo sia? il post “rifaccio il punto” ha un senso che ha parecchio a che fare con il 29.
    …continuo ad essere distratto.

  4. Pimm's scrive:

    io sono riuscita rendere immangiabile un semplice sugo pomodorini e basilico, se vuoi ti passo la ricetta…

    (ma in genere sono molto, molto, molto brava)

  5. Pimm's scrive:

    io sono riuscita rendere immangiabile un semplice sugo pomodorini e basilico, se vuoi ti passo la ricetta…

    (ma in genere sono molto, molto, molto brava)

  6. nessuno scrive:

    Felicissimo di scambiarci ricette. A me i pomodorini non fanno impazzire e cmq anche io non me la cavo affatto male fra i fornelli. Riesco anche ad essere “scenografico”.

  7. Pimm's scrive:

    io sono scenografica nel senso che quando mi ci metto d’impegno riesco a mettere sottosopra una stanza di 30 mq per cucinare una frittata.

    comunque, dato che non riuscivo a decidermi tra aglio e cipolla li ho messi entrambi, poi mi sono accorta che i pomodorini erano pochi allora ci ho messo un po’ (…) d’acqua, poi per

  8. Pimm's scrive:

    io sono scenografica nel senso che quando mi ci metto d’impegno riesco a mettere sottosopra una stanza di 30 mq per cucinare una frittata.

    comunque, dato che non riuscivo a decidermi tra aglio e cipolla li ho messi entrambi, poi mi sono accorta che i pomodorini erano pochi allora ci ho messo un po’ (…) d’acqua, poi per

  9. nessuno scrive:

    Il mio essere scenografico

  10. Mary.Ann scrive:

    Questo me l’ero perso! :)
    Bellissima ricetta…

    :*

  11. cobra1940 scrive:

    una bella storia, magari la prossima volta scrivo di come si griglia in Bohemia

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