Pensieri banali di una serata calda
lug 17th, 2003 | Da nessuno | Categoria: ArtisticamenteIeri sera, poco prima di cena, facevo un po’ di zapping ed ho trovato una trasmissione americana che un po’ mi fa ribrezzo ed un po’ mi incolla: la guardo per un paio di minuti poi mi dico che non ce la posso fare e cambio canale ma poi ci ritorno coccolandomi tra la mia debolezza e la mia indignazione. La trasmissione si intitola Dismissed, funziona così: un baldo giovanotto conosce due piacenti ragazzette le quali si dedicano a lui per tutto il giorno organizzando a turno un evento speciale. Lo scopo di ciascuna è di farsi scegliere dal ragazzotto e far scaricare l’altra. Cosa succeda dopo e se c’è un qualche premio non è dato sapere, anzi non posso saperlo io che non arrivo mai alla fine. Ciascuna ragazza ha poi la possibilità di mandare via la rivale per 20 minuti per giocare le sue carte più comodamente. Il tutto poi si ripete con un altro terzetto in cui stavolta è una ragazza a dover scegliere fra due maschi.
La cosa che mi fa rabbrividire non è tanto quello che i ragazzi fanno, è facile immaginare che il ragazzo sceglierà la ragazza che potenzialmente gliela può dare prima e la ragazza farà finta di guardare ad altro ritrovandosi davanti due galletti che fanno a gara a chi sputa più lontano, quanto l’atteggiamento dei contendenti siano essi ragazzi o ragazze: arrivano all’appuntamento arroganti e boriosi, come se stessero scendendo in chissà quale ring o avessero davanti chissà che missione. Sembrano dei personaggi appena usciti da un film per quanto sono stereotipati. I ragazzi per quanto giovani non hanno un brufolo e le ragazze non sono per nulla quelle chiattone americane che si vedono arrivare a guardare fontana di Trevi o il Colosseo.
La banalità di questi pensieri sta tutta nel fatto che non si ha nulla di geniale nel rendersi conto che i media ci stanno proponendo dei modelli che non hanno nulla di reale. Però sgranare gli occhi ogni tanto fa bene. Ed allora mi immagino in uno dei miei personalissimi film e vorrei alzarmi e gridare: “ma cazzo non vediamo che ci stanno prendendo in giro? non capiamo che non abbiamo bisogno di somigliare al quel modello per portarcela a letto [stringi stringi andrei sicuramente al sodo nella mia arringa, n.d.A]? e sopratutto non ci accorgiamo che stiamo imitando quel che vediamo e non ci stanno mostrando quel che invece esiste?”. A questo punto, un po’ ansimante e forse madido di sudore mi guarderei attorno cercando di leggere gli occhi nella platea. E mi prenderebbe un po’ di sconforto sentendo le risposte: “eh ma si sa che in televisione è così… dai dai siediti e passami il gel Garler, gli occhiali Bligblos, il cellulare Novia che fa anche l’oroscopo che devo pensare un po’ alle cose essenziali”
E probabilmente mi risiederei pure su quel divano perché in fondo ci sono dentro anche io in tutto questo ed un po’ ne sono anche stanco, ma sono sicuro che stavolta mi accorgerei che il mezzobusto che sta leggendo la notizia mi ha appena ammiccato; lo so, ne sono sicuro che vorrebbe anche comunicarmi con quella mossetta del viso “ma che vuoi che sia infondo… oh sia chiaro io te l’ho data la notizia ma che ti frega tanto tra un attimo ti faccio vedere che ci sono anche cose belle basta avere un cellulare ed un cane ti presenterà una gnocca da paura”.
Che palle che sono.




Anche io ogni tanto mi sono imbattuta in quel tipo di trasmissione, tra l’altro dello stesso tipo di un altro programma della De Filippi o del pi
Qualche tempo fa ho scritto del libro sul condizionamento mentale o, per meglio dire (cmq da non addetto ai lavori) del cambiamento della percezione di se. Uno dei concetti espressi in questo libro riguarda il contesto ed il conformismo. In pratica
Ormai passiam le ore
con il televisore;
lo lasciam sempre acceso
e ognun di noi si
S
Ottima risposta ed ottimo centro. Quindi scuse per sedermi sul divano non ne ho. Per
ma quanto sono ignorante! pensavo che quel tipo di cura fosse chiamata “vaccino”!
Nick… questa del Grigio te l’ho servita su un piatto d’argento.