Peccato per la morte di Gaddafi
ott 21st, 2011 | Da nessuno | Categoria: ZibaldonateTirare giù un dittatore duro a farsi da parte è sacrosanto. Le bestialità che subiscono sono inumane ma solo gli ingenui o i finti tonti possono credere che chi li tira giù lo possa fare con delicatezza. Sia perché i risentimenti bruciano sia perché tutto ha a che fare con la violenza. Insomma, non c’è diplomazia.
Però trucidare un dittatore o appenderlo in piazza è sbagliato. Sono dell’avviso che sia pressoché impossibile fermare un’azione del genere e la capisco pensando all’impulsività e alla concitazione di certi momenti.
Però rimane un’azione sbagliata soprattutto perché allunga di molto i tempi di uscita dalle ditatture.
I dittatori vanno processati, le colpe messe in luce ed evidenziate a caldo, le miserie mostrate e fatte comprendere a tutti, i complici e gli spalleggiatori messi di fronte alle loro responsabilità.
Ci sarà sempre chi dirà che ‘la storia la scrivono i vincitori’ e non avrà tutti torti. Qualcun altro leggerà in quelle parole che la verità dei vincitori sia meno vera e si racconterà delle storie, si dirà ‘che si stava meglio quando si stava peggio’, si tramanderà delle leggende e alla fine arriverà a confonderle per poi arrivare a chiedere gli onori anche per chi le guerre civili le ha perse. Ma non può esserci onore nello stare dalla parte di un dittatore.
Non in una democrazia, almeno.
Per voltare pagina e diventare davvero una democrazia più matura è necessaria un’elaborazione del passaggio immediata o il traguardo sarà più lontano. Senza processo non basteranno settant’anni a maturare.
Un processo è la prima occasione, forse la migliore, per spegnere le future nostalgie insensate e coinvolgere tutti su una base diversa. Ciascuno sulle sue posizioni sul futuro ma senza l’appiglio di un cappio.
P.S.: il titolo del post è volutamente provocatorio. Della morte in sé di Gaddafi non mi interessa molto, della caduta di un tale dittatore mi importa tanto e della liberazione della Libia sono contento.



