Modestie (aggiornato)
mar 27th, 2006 | Da nessuno | Categoria: Reloaded, ZibaldonatePiccola premessa o avviso: questo post non vuole essere un’azione di “fishing for compliments”, ma forse un mea culpa generalizzato. Le mie scuse le devo a chi mi fa dei complimenti ai quali non riesco che a rispondere in modo imbarazzato. Un modo che da molto poca soddisfazione (credo), un modo che forse nasce dalla diffidenza di chi ha ereditato alcune chiusure caratteriali tipiche dei sardi, di chi infondo sa di conservare una certa insicurezza interiore ed una timidezza che forse non si direbbe, di chi cerca di non dare mai le cose per scontate.
Dell’imbarazzo nel veder scelta una mia foto per un’esposizione ho già scritto; ieri sono andato a guardare questa esposizione e quando la ragazza che lavora nel locale mi ha chiesto se sapevo qualcosa di quella esposizione ed io ho risposto che sì, che ero l’autore di quella foto, lei mi ha fatto dei piacevoli complimenti dicendo che le piaceva molto, che ne stava parlando proprio poco prima, che molti pensavano fosse un fotomontaggio non sapendo dove era stata scattata. Io non sapevo andare oltre un timidissimo “grazie”. Una risposta per nulla sufficiente a rappresentare la gioia che mi hanno dato i suoi apprezzamenti.
Non c’è cattiveria in questo mio atteggiamento. Anche se so di essere cresciuto nel racconto di mia nonna che ai complimenti dei nipoti che l’hanno conosciuta meglio rispondeva invariabilmente “Che vuoi?”, anche se so che quello stesso atteggiamento un po’ fa parte di me, non penso che ci sia interesse nelle cose che mi dicono. Interesse per cosa? Non saprei proprio. Lo so che non si tratta di complimenti fatti tanto per dire. Eppure…
Eppure anche quando F. mi dice e mi scrive una montagna di frasi bellissime io reagisco allo stesso modo. E questo è ingiusto perché vorrei farle sapere quanto sia contento delle sue parole.
È vero, come mi ha detto, che le cose che mi dice le avrò sentite altre volte, ma questo non significa nulla.
Non sempre ripetere aiuta.
Aggiornamento
Dal testo precedente non traspare il mio narcisismo (eh si, mi è stato fatto notare che forse era un testo incompleto). Devo quindi precisare che il narcisimo (di cui sono pregno) è esaltazione della stima di sé stessi. E questa ce l’ho. Viceversa la vanità è il mettere in mostra i propri pregi e questa decisamente mi manca. Quindi io mi stimo molto, ma se lo fanno gli altri mi imbarazzo. Ecco spiegato l’arcano di come possa essere possibile stimare se stessi ed essere anche insicuri o dubbiosi nel confronto con gli altri.
Tutto qui.
E come la metto allora con la curiosità di sapere cosa ci sarà scritto nel blog appena creato da F. il cui sottotitolo è “Un blog qualunque scritto da qualcuno pensando a nessuno” e che ella ha reso privato per, dice, “Non crearmi imbarazzi inutili”?
Basterà sostenere che l’imbarazzo è comunqe uno stato d’animo di cui non avere paura e che bisogna affrontare? Quindi nessuna curiosità mossa dalla vanità ma… coraggio nell’affrontare la propria timidezza.
Che dite, regge?




Ma sbaglio o ti stai vantando di essere narcisista?
PPPPPPPPPPPPPPPPP
Beh, un po’ capisco. Quando mi fanno complimenti mi imbarazzo e so solo dire “grazie”, che a ben pensarci
Il problema per NOI belli,
io reagisco al contrario, dico: “continua, continua!”, a chi mi fa complimenti.
Ho un’autostima cos
D’altra parte cosa volevi, chiamarti Nessuno e fare pure il vanesio?
Ma mi facci il piacere mi facci.
Ciao!