Lettore volubile
mar 10th, 2007 | Da nessuno | Categoria: Artisticamente
Durante le vacanze di fine anno avevo letto moltissimo e con molto entusiasmo. Ho divorato libri, fatto acquisti e ricevuto libri in regalo. Poi è bastato prenderne in mano uno che non mi è piaciuto per subire un arresto. Non so se la mia è pigrizia o eccessiva modestia, nel senso che mentre leggo un libro che non mi piace tendo un po’ troppo a domandarmi se non ci sia una qualche mia mancanza nell’approcciare il libro. Ed invece no. Ho messo assieme due grandi lettori e li ho interrogati: uno è Pennac che nei suoi comandamenti dice che il lettore ha tutto il diritto di chiudere un libro che non gli piace; l’altra è Silvia che nel suo adorabile "snobismo", se non gli va di leggerlo non gli va e punto. Ecco il motivo per cui, stanco di trascinarmi "Scritto sul corpo" di Janette Winterson da una parte all’altra, ho preso un bel segnalibro, l’ho piazzato tra le pagine ed ho detto bye bye a Luise e compagnia.
Ammetto che questo libro mi è stato antipatico fin dall’incipit già pieno di sentimentalismo (toh, ecco Silvia che ritorna complice) fin dalla prima riga ma vuoi perché lo avevo inserito nella mia wish list, vuoi perché mi era stato regalato (grazie, grazie ed ancora grazie), vuoi per la dedica, ho provato a non gettare la spugna subito. Ammetto anche che il segnalibro l’ho messo più per rispetto alla dedica che allo scritto.
Ecco, se non mi fossi liberato di quel libro non mi sarei gustato per nulla "L’inventore dei sogni" di Ian McEwan. Ohhh, che bellezza. Scritto semplicemente e così leggero che pare davvero di volare con la fantasia di Peter. Mi ha fatto davvero tornare il piacere della lettura ma anche del sogno ad occhi aperti; il ricordo delle corse tra le dune delle spiagge in Sardegna di quando ero piccolo ed anche la voglia di leggerlo ad AnnA appena possibile.
Il fatto poi che il mio io-lettore si immedesima più facilmente in un bambino con la testa fra le nuvole che in un innamorato che si autoflagella per poi disperarsi e sentirsi vivo solo perché soffre, non vi autorizza e scambiarmi per un insensibile. Ecco.

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Ciao GG! Non mi sorprende che tu ti sia arenato davanti a “scritto sul corpo”: io l’ho trovato stupidamente pretenzioso e molto noioso. Della Winterson il migliore
Oh, mi fa piacere il tuo riscontro… ma perch
Appunto, chi lo sa? Del resto
….ma sentimentalista MAI!
Si il nome
io “scritto sul corpo” invece l’ho amato tanto, come tutto quello scritto dalla winterson (meno proprio “non ci sono solo le arance”), ma ci
I LOVE Mc EWAN TOO!!!!
Quello oltretutto
“scritto sul corpo” non sarà il massimo, non si fa leggere velocemente, non scorre come vorremmo. anche io ho impiegato del tempo per finirlo e non è uno di quelli che ho amato di più. però in generale lo stile della winterson, la sensibilità e lo stupore con cui ci offre una prospettiva spesso così diversa e insolita di quella realtà trita e ritrita, è ammirevole, confortante, stimolante. io la trovo una scrittrice ironica e delicata. mi piace molto.