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un non-luogo non collocato in un ambiente definito e nemmeno, per certi versi, definitivo
non adibito ad alcuna funzione vitale come può essere un luogo di decenza e forse per questo indecente
privo di indicazioni sul da farsi per non dar luogo a chissà ché nel quale ben poco avrà luogo.
Insomma un posto così

La K non era sbagliata

ott 24th, 2008 | Da | Categoria: E lo sputtanamento, olè, Social-Web

Alla luce di questa dichiarazione di Cossiga si dovrebbero rileggere molti degli episodi delittuosi accaduti durante le manifestazioni degli ultimi quaranta anni.
Ma prima di rileggere quei fatti, leggete la sua dichiarazione. Quanto vedete sotto è la rassegna stampa di ieri 23 ottobre fatta dal Senato della Repubblica, liberamente scaricabile.
Leggetelo, pensate e decidete se questo modo di pensare ed agire sia anche il vostro.
Non è il mio. Non è questo ciò che penso debba fare lo Stato. Ottenere l’ordine pubblico con questi metodi non vuol dire governare.

«Maroni dovrebbe fare quel che feci io quand’ero ministro dell’Interno (…). Gli universitari? Lasciarli fare. Ritirare le forze di polizia dalle strade e dalle università, infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città. Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di polizia e carabinieri. Le forze dell’ordine no dovrebbero avere pietà e mandarli tutti in ospedale. Non arrestarli, che tanto poi i magistrati li rimetterebbero subito in libertà, ma picchiarli e picchiare anche quei docenti che li fomentano. Non quelli anziani, certo, ma le maestre ragazzine sì».

Tag: Cossiga, manifestazioni, politica, Stato, storia, studenti

3 commenti a “La K non era sbagliata”

  1. difficile commentare; impossibile l’attenuante alzhaimer o demenza; ovvio e sacrosanto indignarsi.
    grazie GG

  2. MarcoP scrive:

    Purtroppo, avendoli vissuti quegli anni, vi posso assicurare che non c’

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