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un non-luogo non collocato in un ambiente definito e nemmeno, per certi versi, definitivo
non adibito ad alcuna funzione vitale come può essere un luogo di decenza e forse per questo indecente
privo di indicazioni sul da farsi per non dar luogo a chissà ché nel quale ben poco avrà luogo.
Insomma un posto così

Il Signor Nessuno

transpSono nato a Roma in una notte di settembre del ’71, quando in televisione Griffith e Monzon se le davano sul ring, appassionando mio padre che dormiva. Io no. Mi svegliavo. Questo narrano le leggende famigliari. Non posso testimoniare.
Il mio ricordo più lontano è un letto di ospedale a tre anni e poco più ed una Ferrari da corsa, anni 50, in regalo. Anche questo ricordo però non so se reale o indotto.
Della Ferrari no, di quel giocattolo ho sensazioni più nette.
Poi sono venute le scuole ma salterei volentieri i tre anni delle medie. Il Tecnico Industriale con poche donne delle quali prendere le misure. O forse no? Infondo ero un brutto anatroccolo eppure le frequentavo tutte. Ho fatto indigestione di frasi tipo “che caro amico che sei”. Roba che non voglio sentire più.
Poi venne la libertà dall’omologazione, dal fanno tutti così. Smisi di pensare a quello che volevano gli altri. Che gusto, che bellezza. Bellezza direttamente proporzionale alla vita sociale ed inversamente alla resa scolastica. Rimandato in matematica. Promosso in narcisismo.
Venne l’estate del ’90. Dei mondiali non me ne fregava nulla. Però incontrai lei. Poi anche lei, lei, lei ed altre lei. Non avrei mai immaginato che potesse avere così tanti volti. Mi sa che non ho finito di incontrarla.
Il palcoscenico, la chitarra, i miei piccoli successi vacanzieri.
Poi l’amore non corrisposto dall’università. I primi lavori.
La comunità di pionieri telematici, internet ai primi passi. Il lavoro all’avanguardia. Il web con il solo sfondo grigio. Lo hai conosciuto tu così? Io, c’ero.
Milano e la new-economy.
Il mio matrimonio
Mia figlia. (Gli allibratori la indicano come la mia vera unica donna)
Il fallimento della new-economy.
Il mio fallimento come marito.
La nuova pagina.
In bianco.

“Io sono il più bello sulla faccia della terra… a patto che sulla terra ci sia soltanto io”
Anonimo, romano, del ‘71

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