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un non-luogo non collocato in un ambiente definito e nemmeno, per certi versi, definitivo
non adibito ad alcuna funzione vitale come può essere un luogo di decenza e forse per questo indecente
privo di indicazioni sul da farsi per non dar luogo a chissà ché nel quale ben poco avrà luogo.
Insomma un posto così

Il mio nome è Gigi

mar 19th, 2009 | Da | Categoria: Zibaldonate

Io non amo il calcio, però… Sono di origine sarda, tanto che potremmo omettere il “di origine”. Sono nato nel settembre del 1971. Quando nacqui, mi chiamarono Luigi, come mio nonno, il padre di mio padre. Mia madre però negava questa versione e rispondeva “no, come Gigi Riva”. Sì perché in quegli anni in Sardegna c’era Riva, un eroe per gli isolani, uno sportivo come la maggior parte degli eroi moderni.
Dicevo che non amo il calcio, ma il Cagliari e Riva hanno sempre fatto parte dei racconti nostalgici di famiglia e le divise da calciatore che ho ricevuto in regalo da piccolo erano quelle bianca o rossoblu.

Oggi, leggo sul giornale che è andato online il sito ufficiale www.gigiriva.it e ho dato un’occhiata. Il tributo è bellissimo e commovente sopratutto nella sezione Rombo di Tuono quando dopo l’articolo di Brera sono elencati i 50 perché Riva è diventato un mito.

7) Perché quando ruppe il braccio al piccolo Danilo Piroddi con un tiro in allenamento, tutti i ragazzini cagliaritani invidiarono il giovane tifoso che per risarcimento ricevette un autografo sul gesso, un pallone, l’ingresso alla pista d’atletica dell’Olimpico e la dedica del gol “commissionato” prima della partita con la Lazio.

45) Perché si è ritirato il primo febbraio 1976 e ancor oggi c’è chi spera che una domenica o l’altra ricompaia dal sottopassaggio.

Tag: anni '70, bambino, Cagliari, calcio, eroi, Gigi Riva, Sardegna

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