Il fico dIndia
mar 18th, 2007 | Da nessuno | Categoria: Zibaldonate
Il fico d’India è un frutto che non ti viene subito in mente. Non tutti lo hanno mangiato e non tutti lo vedono. È più facile notare la foglia che il frutto, eppure ha dei colori accesi. Non è invitante come una mela e nemmeno facile da mangiare come può essere un acino d’uva o una ciliegia. Se ne sta lì attaccato su quella foglia piena di spine ed esso stesso ha quelle spine invisibili che quando ti pungono non si finisce mai di eliminare. Sembra quasi che lo faccia apposta a non essere appetibile. O forse è timidezza. Secondo me non lo sa di essere un frutto.
Superati questi piccoli intoppi, prese le dovute precauzioni o, se preferite, spendendo un pizzico di coraggio, chi riesce a liberarsi della scorza se lo mangia con davvero molto gusto.
Già perché il fico d’India è un frutto goloso e viene voglia di mangiarne in quantità. Ma è un errore: non bisogna mangiarne troppi; bisogna avere la capacità di non esagerare perché il fico d’India ottura e la stitichezza è una delle conseguenze. Se non si ha la capacità di fermarsi anche quando il desiderio galoppa, se si è troppo ingordi, sono dolori. A quel punto meglio rivolgersi alle solite prugne secche che fanno effetto pur essendo piuttosto banali nel loro essere frutto. Non venitemi a dire che una prugna ha la personalità di un fico d’India, ché non ci credo.
Ho deciso: somiglio ad un fico d’India.




A me i fichi d’india non piacciono nemmeno un po’…
Maddai, sei tipa da prugna secca?
Mi stai dando della stitica?
Era da un po’ che non leggevo, devo dire che mi mancavano post come questo!!!!
Deduco che hai avuto una brutta esperienza “post – ficum”…..
no, no. Nessuna brutta esperienza. Un semplice gioco di metafore.