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un non-luogo non collocato in un ambiente definito e nemmeno, per certi versi, definitivo
non adibito ad alcuna funzione vitale come può essere un luogo di decenza e forse per questo indecente
privo di indicazioni sul da farsi per non dar luogo a chissà ché nel quale ben poco avrà luogo.
Insomma un posto così

Ho fatto un sogno

feb 11th, 2008 | Da | Categoria: Ma che strano sogno...

Nel sogno di alcune notti fa, guido la mia macchina per via Giambellino, tornando dal lavoro, e passo davanti ad un grattacielo inaugurato (nel sogno perché in realtà non esiste) appena un paio di settimane prima. Sempre nel sogno mi viene voglia di visitarlo ed anche se non molto tempo decido di fermarmi ed entrare.
Il grattacielo contiene appartamenti ma anche un centro commerciale. L’ingresso è un immenso salone con soppalchi, negozi e bar; tutto l’arredamento tende all’azzurro. Salgo delle scale ed entro nell’ascensore con una signora vestita di bianco ed un altro tizio.
Cominciamo a salire e sento che mi riga la testa. Sono convinto si colpa della quota o della velocità con cui l’ascensore sale. Di colpo ci fermiamo e siamo solo al quarto piano. La signora si affaccia fuori dall’ascensore ma non esce e le porte non possono richiudersi. Sta cercando qualcuno e chiama il nome di un uomo sempre rimanendo sulla porta.
Siamo in un piano di appartamenti e posso vedere il corridoio con la moquette. Ora nell’ascensore c’è molta più gente e tutti protestano con la signora perché non ci permette di ripartire.
Ad un tratto scopriamo che una delle pareti laterali dell’ascensore si apre ed un tizio chiede il motivo di tanto baccano. L’apertura era in realtà una specie di uscita di sicurezza apribile solo dall’esterno. Alle spalle del tizio vediamo il salone dell’ingresso da un punto di vista più alto. Vediamo anche che dal bancone di un bar si alza un altra persona, uno delle pulizie credo, che inveisce verso la signora dandole della cretina perché “è evidente che se blocca l’ascensore è cretina”. Io sto lì che penso che sto perdendo tempo, non ne ho molto e vorrei visitare il resto del grattacielo.
Finalmente la signora viene cacciata fuori dall’ascensore, le porte si richiudono e riprendiamo a salire.
Molto velocemente e senza disturbi arriviamo fino al centesimo piano ed oltre.
Gli appartamenti sono finiti ed ora le pareti dell’ascensore sono trasparenti. Vedo dei corridoi che corrono lungo delle vetrate e la città che si estende al di sotto. Continuiamo alla salita e tutti i colori diventano più brillanti.
Ora siamo di nuovo in due nell’ascensore che non si è mai fermato ed ora esce dal grattacielo. Non sale più ma gira attorno al palazzo. Passa sopra altre terrazze dove alcune persone prendono il sole sulle sdraio. L’ascensore continua a volare in tondo attorno ad un grandissimo groviglio di scivoli d’acqua che sovrasta le piscine. Il cielo è sempre più azzurro e l’aria è frizzante. Passando vicino agli scivoli mi accorgo che non tutti sono scivoli: alcuni pur avendo la stessa forma, sono trasparenti e la gente è semplicemente sdraiata dentro come un un bozzolo. Sembra un film di fantascienza degli anni ’70. Io nell’ascensore continuo a girare attorno a tutto questo e tendo un braccio di fuori facendo delle prove per quando tornerò con la macchina fotografica perché c’è un cielo davvero azzurro brillante.

Tag: sogni

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