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un non-luogo non collocato in un ambiente definito e nemmeno, per certi versi, definitivo
non adibito ad alcuna funzione vitale come può essere un luogo di decenza e forse per questo indecente
privo di indicazioni sul da farsi per non dar luogo a chissà ché nel quale ben poco avrà luogo.
Insomma un posto così

Gita in terra di Barolo

gen 13th, 2004 | Da | Categoria: Le gambe sotto al tavolo, Sulla strada

Durante queste vacanze natalizie ho trovato il mio equilibrio nella condizione di cassaintegrato: voglio farne, nel limite del possibile, un’opportunità. Mi sono prenotato per un corso di scrittura creativa (che abbia ricevuto troppi complimenti per questo blog?) e ieri sono andato in terra di Barolo a comprare del vino; si d’accordo, l’intento è quello di rivenderlo ma che importa se poi mi sono goduto la giornata?

Ho scoperto una terra deliziosa che non conoscevo e che non è nemmeno troppo distante da Milano. Mi sono accorto che il viaggio procedeva bene e che mi stavo rilassando alla guida quando ho sbagliato due volte svincolo autostradale arrivando fino a Serravalle prima di poter fare inversione.
Lasciata l’autostrada andando verso Alba mi sono goduto il panorama delle montagne innevate ma il bello è arrivato salendo sulle colline. I panorami zeppi di vitigni, una spruzzata di neve qua e la.

Arrivato a Castiglion Falletto ho deciso di fermarmi e fare due passi per il piccolo paese. L’aria era fresca e frizzante, si stava davvero bene e la calma era assoluta tanto che mi sono preoccupato: sbattere lo sportello della macchina e serrarlo ha provocato un rumore esagerato che non mi aspettavo. Il paese è dominato da un castello medievale che mi è parso chiuso così come chiusa era la chiesetta. Le stradine più intorno al castello, pulitissime e semplici, avevano ciascuna un profumo diverso: in una l’odore di cantina, voltato l’angolo arrivava il profumo di legna bruciata. Le strade erano comunque deserte e quei pochi che ho incontrato parlavano un dialetto totalmente incomprensibile per me. Per farla breve un paesino delizioso con le sue casette miste tra nuove e vecchie, con i piccoli particolari tipo la scuola elementare da libro Cuore o la piccola biblioteca con appeso sulla porta un cartello che indica i testi ultimi arrivati.

Lasciato Castiglion Falletto ho fatto un giro nei dintorni verso Barolo, dove però non mi sono fermato, per andare a pranzo a Monforte d’Alba alla Trattoria della Posta che avevo scelto dalla mia guida. Qui ho trovato un’ambiente molto elegante e raccolto che prometteva molto molto bene. Ho scelto dal menù degli agnolotti del plin con burro fuso e del coniglio cotto nel lardo con timo e maggiorana. Ho resisisto a stento a prendere anche il dolce per andare all’appuntamento nella cantina. A proposito di vino ho chiesto un bicchere di barolo (infondo ero in questa zona per il barolo). Sia gli agnolotti che il coniglio erano ottimi: leggeri e saporiti i primi e profumatissimo ed apetitoso il secondo. Mi ha un po’ deluso il barolo che pur lasciando nel naso un bel profumo svaniva presto dal palato. Lì per lì ho attribuito il tutto al fatto che normalmente i vini al bicchiere sono un po’ sfiatati ma quando i miei vicini di tavolo hanno chiesto del barbera (vino tutto sommato di facile bevitura) rifiutando decsamente il barolo ho avuto il dubbio che stessi puntando sul vino sbagliato.
Spesa per tutto ciò compreso il caffè: 26,00 €

La visita alla cantina Parusso mi ha fatto ricredere decisamente nei confronti del barolo. E’ sempre interessante visitare una cantina ma in questo caso la proprietaria mi ha raccontato davvero molto della sua azienda indicandomi le vigne e le particolarità di ciascuna (esposta maggiormente al sole quella della zona Munie che da un vino robusto mentre quello della vigna Rocche, che prende il sole al mattino ma in generale poco durante la giornata, ha dei profumi più delicati), mi ha spiegato poi le varie fasi del vino e la teconologia dell’azienda. Un giro interessantissimo conclusosi con gli assaggi dei due Barolo più importanti, il Munie ed il Rocche, e del Langhe Nebbiolo un vino composto dalle stesse uve ma con qualche assemblaggio di Cabernet: più semplice degli altri due ma profumatissimo.
Bellissimo rendersi conto delle differenze tra un vino e l’altro con solo un sorso.

Prendere la cassa di vino e salire in macchina è stato l’inizio della fine di una bellissima gita. Da ripetere

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