Gelosia, vergogna, orgoglio e dignità
ago 2nd, 2007 | Da nessuno | Categoria: ReloadedIeri sera ho scoperto una cosa fondamentale. Sono un fottuto geloso. Per carità, sentimento umano e normale, ma proprio per questo quasi vergognoso. Dice: "ma allora se te ne vergogni perché ne scrivi proprio qui? Perché renderlo pubblico? Perché rischiare che poi qualcuno ci si riconosca o, peggio, qualcuno ne goda?". La risposta è semplice: per fare i conti con questa parte di me che esiste e che va capita. Fatto questo lavoro sarò orgoglioso di questo mio lato; chi si riconoscerà capirà e chi ne dovesse godere non avrà capito ancora nulla, ed in ogni caso non me ne cale. Fine del preambolo.
Ho sempre pensato di non essere geloso. Le mie relazioni sono sempre state tra me ed una lei, non ho mai considerato altre persone. Non ho neppure mai visto chi ho amato come una mia proprietà. Anzi esattamente il contrario. Il fatto che fossero libere di scegliere, o meno, me è sempre stato parte del mio manifesto e del mio orgoglio. Ho sempre goduto del fatto di essere scelto, mai richiesto che fosse un dovere o, peggio, fatto indossare burka metaforici affinché altri uomini non avessero modo di scoprire e conoscere e vivere. Non è con questa forma di gelosia (da una parte) o sacrificio (dall’altra) che fai sentire ad una persona che ti appartiene e che tu appartieni a lei. L’appartenenza più forte è quella volontaria non quella pretesa [Lesson 1, gratis]. Mi bastava questa consapevolezza per dire che non fossi geloso. O possessivo.
Invece ho un forte senso del possesso e sono geloso per ciò che non ho (più) e per ciò che non posso avere (più). Oscar Wilde mi direbbe (con un aforisma che adoro) che la differenza fra un uomo ed una donna consiste nel fatto che l’uomo è geloso del passato di una donna e la donna del futuro di un uomo, attribuirendo così al mio lato femminile il tipo di gelosia che mi caratterizza. Sarei d’accordo con lui. Non sono geloso come è geloso un uomo. Sono geloso come sa essere gelosa una donna.
Qualche tempo dopo la mia separazione, prodezze di Google, ricevetti la mail di una delle ragazze più importanti del mio passato. Dopo aver guardato imbambolato il suo nome sullo schermo, le risposi dicendo immediatamente che nel frattempo mi ero sposato, avevo una figlia e mi ero separato. Mentre scrivevo sapevo con certezza che la notizia l’avrebbe fatta incazzare come una iena. Separazione a parte avevo fatto tutto ciò che a lei negai. Ci incontrammo per chiacchierare di persona ed ovviamente mi confermò la sua rabbia nel leggere le mie parole. Mi restituì subito la stoccata (senza saperlo) perché mi confessò che negli uomini avuti dopo di me cercava sempre un pezzettino di me. Stavolta fui io ad incazzarmi. Per la mia gelosia sul suo futuro; perché qualcuno avrebbe potuto sostituire me comunicando con lo stesso mio linguaggio, dandole le stesse mie sensazioni. Mi rendo perfettamente conto che questo è quasi sempre impossibile ma la gelosia è tanto più antipatica quanto è in grado di farti perdere la ragione riempiendo i tuoi pensieri di allucinazioni. Oggi la ragazza è serena con un uomo che le sta dando quanto desiderava, quanto non ha avuto da me e non un surrogato di quanto le davo.
(Altra storia) La gelosia però mi si scatena quando vedo un’immagine di cui sono autore, quando mi ricordo che mi si chiedeva di comporne altre di immagini, quando io insistevo col dire di non essere capace ma di volerlo, quando penso che i miei occhi hanno tante immagini che vorrei essere capace di fermare. Quando mi rendo conto che non posso più e quando le allucinazioni mi dicono (o forse mi fanno credere, non fa molta differenza agli occhi di un geloso) che quelle immagini ora possono essere realizzate e non avranno il mio nome in calce. Sono geloso quando trovo qualcosa su cui posso essere sostituito. Non importa che si tratti di una cosa piccola o ovvia o normale. Ne sono geloso. Fottutamente geloso. Stupidamente ed umanamente geloso.
E allora?
Allora lo so ed il solo modo che mi rimane per non farmi inquinare dalle allucinazioni della gelosia è quello di farmi ancora più da parte. Non per altruismo ma per sportività e per affetto [Lesson 2].
P.S.: Ovviamente l’importante non è vincere e neppure partecipare. Non è nemmeno far perdere l’avversario o ritirare il premio (come direbbero certi umoristi), ma far sì che le immagini e le emozioni che sono in grado di produrre non siano imitabili se non troppo grossolanamente. Ecco perché io sono stato, sono e sarò (nel mio piccolo) bellissimo [Lesson 3, ma questa la si impara solo se si hanno palle].




Ed ovviamente anche per ammettere di essere idioti oltre che gelosi ci vogliono palle
bello sapere di non essere gli unici imperfetti….
vale
La sindrome del se-volevi-fare-qualcosa-perch
Tu rigetti tutto ci
Sar
Il fatto
Per stavolta ti risparmio, va’
E io che sono gelosa sia del passato del mio uomo e del suo futuro cosa sono?Un’ermafrodito?
Mha…Comunque sia
Uhmmm sinceramente non lo so.
Tra l’altro sulla gelosia ce ne sarebbe parecchio da dire.