E bravo Arigliano
mar 9th, 2005 | Da nessuno | Categoria: Artisticamente
Questo anno, come tradizione, sono sfuggito al Festival di Sanremo. Non proprio a tutto, qualche cosina lho vista. Ho visto e sentito linno in versione rock (stupendomi per lassenza di una qualche polemica stupida per il dito medio alzato dal chitarrista sullultima nota e prontamente inquadrato dal regista gesto normale dovendo tenere in mano il plettro e volendo fare scena), ma poi ho avuto un moto di repulsione nei confronti dei giovani che cantavano Unavventura, con le loro belle facce da prodotti industriali.
Il festival ha tentato di impossessarsi della mia attenzione durante qualche zapping proponendomi, povero Bonolis, per ben due volte, Umberto Tozzi con un look orripilante. Facile la fuga.
Poi ho capitolato un pochino durante una cena con amici dove ho teso lorecchio durante la canzone di Alexia.
Ho capitolato a causa di un vecchietto che è salito sul palco la sera prima. Avevo appena finito di guardarmi un film noleggiato (Eros, poi forse ne parlerò); spegnendo il DVD mi sono ritrovato davanti ad Arigliano. Me lo sono gustato. La sua voce un po incerta da jazzista, un testo che fa tenerezza in bocca ad un ottantenne, i suoi modi da showman che rompe le scalette presentando la band come se stessero tutti suonando in un club e non in un teatro serioso. Poi il cazziatone al direttore dorchestra: Maestro, maestro? Mi sente? Mi sente? Ecco sentiamoci quando stiamo suonando. Salutame a soreta.
Ed i musicisti? Fantastici, con Cerri alla chitarra.
Il digestivo Antonetto e luomo in ammollo: icone televisive fra Sanremo e Carosello.





per ora ti scrivo solo che io il sanremo l’ho sapientemente schivato alla grande, ma vado a leggerti meglio.
m’
riproviamoci … salutino!
io non ho mai guardato sanremo, ma io non amo la televisione… e non amo nemmeno troppo la musica a pensarci bene… forse
Mi sorprende che non ti piaccia la musica;
….buonanotte.