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un non-luogo non collocato in un ambiente definito e nemmeno, per certi versi, definitivo
non adibito ad alcuna funzione vitale come può essere un luogo di decenza e forse per questo indecente
privo di indicazioni sul da farsi per non dar luogo a chissà ché nel quale ben poco avrà luogo.
Insomma un posto così

Diario di Cuba, 25-7

lug 25th, 2003 | Da | Categoria: Sulla strada

strada_pw.jpgProseguiamo ancora verso sud di nuovo su autobus Viazul. Siamo diretti a Trinidad la città spagnola meglio conservata di Cuba e forse di tutto il caribe.
Stavolta i conducenti-piloti non ci offrono caramelle ma ci mettono videocassette di Charle’s Angel e Mission Impossibile 2.
All’arrivo però chi è addetto a scaricare i bagagli pretende che gli si dia una mancia con fare parecchio sgarbato e comunque insolito. La cosa ci indispone entrambi.
La città è davvero splendida e l’effetto macchina del tempo è notevole. Anche qui abbiamo l’affittacamere che, consigliatoci ed avvertito da Raul, è venuto a prenderci. In una città nella quale gli edifici sono quelli delle colonie spagnole era prevedibile che saremmo capitati in una casa davvero impressionante. Soffitti alti, stanze molto ampie ed un bellissimo patio sul quale le stanze si affacciano. Come al solito siamo molto indipendenti dal resto degli abitanti.
Iniziamo una discussione su come alla fine dei conti sia quasi sempre un nero a servire in casa segno che probabilmente pur cambiando molte cose continua una certa inerzia che porta i bianchi a trovarsi sempre un gradino sopra.
Iniziamo la nostra visita adottando una tecnica che definiremo a criceto data la palese somiglianza con il fare che il roditore ha nell’esplorare il territorio (reminescenza delle elementari). Così come il piccolo animale ad ogni sortita si allontana sempre più dalla sua tana per inoltrarsi nell’ignoto ogni volta un po’ di più così noi prima ci precipitiamo a cercare un’agenzia di viaggi per prenotare un passaggio in un pullman che non sia Astro o Viazul per risparmiare qualche ora sul prossimo viaggio che sarà lungo; trovata l’agenzia priva del suo agente, dovendo aspettare e non avendo portato la guida con noi, torniamo a casa a prenderla per avere qualcosa da leggere; tornati all’agenzia l’agente ci dice che prenoterà per noi ma ci dice anche che sono piuttosto cari per cui dobbiamo prelevare del denaro. Torniamo a casa a prendere la carta di credito, passiamo davanti all’agenzia e poi ci allontaniamo di un isolato per andare all’ufficio di cambio dove prelevare; fatto questo ritorniamo a pagare ed a prendere accordi per l’ora nella quale verranno a prenderci.
Fatto tutto ciò cerchiamo di uscire da quel crocicchio di vie che ormai conosciamo a menadito e ci dirigiamo verso uno dei due centri della città.
Il primo è una piazzetta molto graziosa anche se le facciate delle case che vi si affacciano sono dipinte così bene da sembrare finte come una ricostruzione di Cinecittà. Il museo principale della città è chiuso ed allora andiamo alla ricerca di una casa museo di santeria, la religione tipica qui a Cuba; ci affacciamo ma non c’è nessuno e quindi trattandosi di una casa andiamo via.
Lungo la strada ci sono alcune bancarelle che vendono camicette e souvenir , dribbliamo i venditori di sigari e proseguiamo fino ad un angolo svoltato il quale… torniamo nel nostro crocicchio. Lo interpretiamo come un segno dato dalla divinità che siamo andati a trovare pocanzi e ce ne torniamo nella bellissima casa particular a rinfrescarci.

torta_pw.jpgPer l’uscita successiva andremo a visitare l’altro centro della città e poi in taxi al mare per sfuggire da questo caldo opprimente.
Questa seconda piazzetta ha un bel gazebo di vegetazione al centro e ad un lato un cinema in finto stile spagnolo piuttosto brutto che rovina decisamente l’estetica della piazza.
Pensando a questa città così piccola e semplice comprendiamo che probabilmente qui verrebbe molto bene una vacanza naturalista. C’è il mare vicino ma anche molte zone nei dintorni che dicono bellissime da visitare a cavallo. Noi non avremo il tempo di fare nulla di tutto ciò ma abbiamo capito che se uno volesse dimenticare lo stile di vita moderno e cambiare ritmo questo potrebbe essere in posto giusto. Qui non c’è da vedere nulla di particolare ed al tempo stesso tutto è molto particolare.
Rimaniamo un attimo a guardare la piazza, guardiamo anche i nuvoloni che arrivano minacciosi da tutte le direzioni, ci interroghiamo sul da farsi e poi prendiamo un taxi per Playa Ancon.
A metà strada comincia a piovere: prima piano, poi un po’ più forte, poi il diluvio e poi nulla. Il tutto in ottocento metri.
La zona della spiaggia è giusto davanti al un inquietante albergone da 300$ a notte ed appena più in la c’è un villaggio artificiale stile Costa Smeralda.
L’acqua è come quella ci Cienfuegos ma senza sassi sul fondo. Il panorama è poi completato da nubi cariche di acqua che si rovescia in lontananza.

Con l’arrivo della sera arriva l’ora della cena e noi perpetuiamo ancora il rito della cena nella casa sovvertendo però il menù: ci propongono il solito pollo, maiale, aragosta e noi chiediamo se sia possibile mangiare invece dell’altro pesce. Accontentati. Sazi ci riposiamo al fresco della sera sulle sedie a dondolo del bel patio.
Qui ci arriva la notizia che domani quando arriveremo a Santiago di Cuba non avremo l’alloggio perché la città è piena di gente accorsa da tutta Cuba per il carnevale più famoso dell’isola e per i festeggiamenti del 26 luglio.
Evviva.


strada_pw.jpg

Leggi anche:

  1. Diario di Cuba, 28-7
  2. Diario di Cuba, 24-7
  3. Diario di Cuba, 22-7
  4. Diario di Cuba, 20-7
  5. Diario di Cuba, 19-7

Tag: cuba, viaggi

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