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un non-luogo non collocato in un ambiente definito e nemmeno, per certi versi, definitivo
non adibito ad alcuna funzione vitale come può essere un luogo di decenza e forse per questo indecente
privo di indicazioni sul da farsi per non dar luogo a chissà ché nel quale ben poco avrà luogo.
Insomma un posto così

Diario di Cuba, 23-7

lug 23rd, 2003 | Da | Categoria: Sulla strada

Cienfuegos2_pw.jpgRisveglio col botto nel senso che è esplosa la caffettiera che la signora aveva messo sul fuoco.
Andiamo alla stazione a fare i biglietti per partire domani per Santa Clara ma arriviamo tardi: i quattro posti disponibili sugli autobus Astro sono già esauriti quindi rimandiamo di un giorno la partenza.
Ne approfittiamo per tornare al centro città all’agenzia di viaggi per prenotare un volo interno dato che stiamo cominciando a gestire i giorni che abbiamo a disposizione e ci siamo chiariti un po’ le idee su quello che vogliamo vedere.
Andiamo anche a visitare il Museo Nazionale Navale stabilito qui a Cienfuegos perché fu qui che i primi militari, marinai appunto, si rivoltarono contro il presidente Batista. Il museo raccoglie testimonianze della vita marinaresca di Cuba dal tempo degli aborigeni a quello dei pescherecci scortati dalle vedette militari per evitare attacchi ed affondamenti.
Vogliamo anche andare a visitare un castello che si raggiunge tramite un traghetto.
Il caldo oggi è davvero insopportabile e siamo senza acqua; giriamo un po’ troppo per trovare l’imbarcadero e sono stremato.
Sono le undici ed all’imbarcadero c’è già gente che aspetta per il traghetto del’una. Solleviamo un vespaio ed un appello generale per stabilire chi sia l’ultimo (risulterà essere il vecchietto seduto giusto affianco alla signorona che gridava “Niñoooo quien es ultimoooo”) ed io lascio G. a tenere il posto e vado a comprare l’acqua.
Quando torno la gente è aumentata ed aumenta ancora; arriva anche un venditore di dolcetti.
A mezzogiorno ed un quarto qualcuno fischia e tutti si alzano di scatto in piedi e si mettono diligentemente in fila. Siamo attoniti. Si sono alzati come fossero stati piccioni disturbati dal passaggio di qualcuno. Non ci siamo ancora ripresi, sia per effetto sorpresa sia per il caldo, quando realizziamo che tre quarti d’ora di fila in piedi non fanno per noi, che per arrivare al castello ci sono quaranta minuti di mare, che la fila è già piuttosto lunga e non crediamo che il traghetto sarà poi molto grande, che vicino al castello c’è solo un minuscolo paesino, che probabilmente il castello non è così solido come si dice e che il guardiano con questo caldo si sarà svegliato sicuramente male. Tutti ottimi motivi per gettare la spugna mentre tutti i cubani in fila ci guardano chiedendosi quale strano sport sia quello di aspettare un’ora e poi andare via. Misteri da turisti accaldati.
Al bar della piazza mangiamo un panino e poi ci rifugiamo nella nostra camera al fresco dell’aria condizionata.

boulevard_pw.jpgQuando ci infiliamo nuovamente i sandali ai piedi il caldo è sempre lo stesso quindi per affrontare la strada verso Punta Gorda compriamo altra acqua. Stiamo andando verso la zona dei grandi alberghi e si vede che probabilmente i turisti che sono rifugiati in questa zona di Cienfuegos vedranno poco o nulla dato il carattere “villaggesco” di molte strutture.
Le casine sulla via sono sempre meglio sistemate mano a mano che si percorre il lungo viale ed alcuni proprietari le hanno pomposamente battezzate o più semplicemente scrivono il nome di chi vi abita sul muro.
Andiamo a visitare un palazzo in stile arabo che contiene un ristorante ed ha un bar sulla terrazza. Da lassù si gode un venticello niente male peccato che al bar non abbiano altro che il necessario per il mohito che adesso non ci attrae proprio.
Meglio prendere un taxi e farci portare a venti chilometri verso una spiaggia caraibica dall’acqua caldissima, mossa, color smeraldo ma torbida. Il fondo non si vede e ci sono sassi e piccoli scogli quindi meglio non tuffarsi fra le onde. Però si sta benissimo e rimaniamo lì un’ora e mezzo in compagnia dell’arcobaleno


Cienfuegos2_pw.jpg

Leggi anche:

  1. Diario di Cuba, 27-7
  2. Diario di Cuba, 25-7
  3. Diario di Cuba, 24-7
  4. Diario di Cuba, 22-7
  5. Diario di Cuba, 20-7

Tag: cuba, viaggi

Nessun commento a “Diario di Cuba, 23-7”

  1. ale scrive:

    ;) che romantici! e poi? e poiiiii?? :) )))

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