Dialogando tra Me ed Io
gen 31st, 2007 | Da nessuno | Categoria: Reloaded
Me: Certo che tu, Io, sei intollerante a volte.
Io: Ma dai? dici, lo pensi davvero?
Me: Guarda come l’hai trattata domenica.
Io: Ero di cattivo umore e l’ho detto subito. Poi mi è parso di essere stato chiaro quando ho subito premesso che non avevo voglia di parlare con nessuno che non avrei parlato con nessuno. Dopo un po’ che la chiacchiera continuava mi sono esasperato. Dici che ho esagerato?
Me: Beh, un pochetto… per non dire un bel po’.
Io: Ma come? tu mi conosci, lo sai che già normalmente non mi piacciono i ciuciu, i pissipissi, figurati quando ho dormito col culo scoperto.
Me: Si, questo lo so ma bisogna vedere se lo sa anche lei. E poi bisogna essere anche un po’ flessibili…
Io: Ma non ci penso proprio. Flessibile, tse. Io non credo alla politica del compromesso, al massimo posso aderire ad un’idea di adattabilità evoluzionistica, involontaria e non richiesta… e pure in questo caso, credimi, il mio Io è in grado di rivoltarsi all’improvviso contro me stesso, che poi saresti tu. Comunque credo che lei lo sappia che sotto sotto sono un grande egoista capace di generosità improvvisa, incontrollata e gratuita.
Me: Gratuitamente cattivo, vorrai dire.
Io: Questo lo dice lei, non certo io. Io so di non essere così. Ed anche lei lo sa. In verità, amico mio…
Me: …piano con gli epiteti…
Io: In verità, dicevo, a me non piace averla ferita, ma se non lo avessi fatto sarei passato sopra ai miei sentimenti intrinseci ed allora lei mi avrebbe consolato ed io non amo neppure essere consolato "come fossi un bambino che rimane deluso" (cfr. Luigi Tenco, Vedrai Vedrai), ed allora sarei diventato ancora più intrattabile e sai che casino. Le troppe attenzioni mi fanno marcire come un cactus del deserto al quale dai troppa acqua.
Me: Un ben testa di cactus.
Io: Beh, volendo si. Ma lo so che mi adori così come sono.
Me: Finché dura…




…nervosetto!
M.