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un non-luogo non collocato in un ambiente definito e nemmeno, per certi versi, definitivo
non adibito ad alcuna funzione vitale come può essere un luogo di decenza e forse per questo indecente
privo di indicazioni sul da farsi per non dar luogo a chissà ché nel quale ben poco avrà luogo.
Insomma un posto così

Compratori anonimi

mag 18th, 2005 | Da | Categoria: Zibaldonate

coltelli.jpgNella stanza alcune sedie disposte in circolo. Seduti, uomini e donne di età diverse, abbigliamento non generalizzabile, uguali solo per un certo smarrimento negli occhi a tratti percorso da lampi di curiosità quando il loro sguardo si posa su un cartellone pubblicitario sulla strada.
“Benvenuti, tutti. Vediamo subito di cominciare. Oggi abbiamo L., un nuovo arrivo. Salutiamo tutti L.”
“Ciao L”, rispondono i tutti in coro. Tutti tranne L. che abbozza un sorriso imbarazzato.
“L. vuoi presentarti?”

“Io mi chiamo L. e.. si… e anche io sono un compratore”
“Vai avanti, continua. Raccontaci la tua storia”
L. acconsente con un movimento tentennante del capo e prosegue.
“Io ho scoperto di avere questo problema una notte che non riuscivo a dormire. Mi agitavo nel letto cercando una pace che non riuscivo a riconoscere. Decisi di alzarmi in punta di piedi per non disturbare nessuno, ma in quel momento sapevo… cominciavo a rendermi conto… qualcosa mi attirava fuori del mio letto. Mi fermai solo un attimo a guardare nella stanza di mia figlia che dormiva placida. Forse il mio problema avrebbe condizionato la sua vita non so”
Tutti ascoltano il racconto di L. con interesse, silenziosissimi. Una signora dà i primi segni di commozione.
“Poi sono andato in salotto, mi sono seduto sul divano e… e… no, non ce la faccio”, dice L. singhiozzando.
“Dai, forza L. coraggio, siamo tra amici, ce la puoi fare”, lo incoraggia un signore sulla cinquantina.
“…ho preso il telecomando ed ho fatto zapping nelle TV locali, ho schivato i call center erotici”, racconta L. con un ritmo incalzante tra gli sguardi di approvazione di quella nuova cerchia di amici, “mi sono smarcato agevolmente da chiromanti e maghi e poi finalmente l’ho trovata, lei”, continua quasi affannosamente, “la televendita dei coltelli americani”.
Un coro di approvazione sovrasta queste ultime parole.
L. continua il suo racconto quasi in estasi.
“Belli, bellissimi, così luccicanti, precisi, affilati. Il momento in cui taglia la lattina poi è il mio preferito… sudavo guardando come si può fare una perfetta base per il soffritto tagliando la cipolla in un verso e poi, girandola, tagliarla nell’altro”
“Si, è vero, magnifico. Hai notato poi che tagliando il pomodoro non esce nemmeno una goccia di succo?”, dice il signore cinquantenne.
“E ci credo, con tutta quella tecnologia.”, risponde la signora asciugandosi le lacrime, “non si tratta mica di coltelli normali quelli lì”.
“Lasciate continuare L., dai vai avanti”
“A quel punto non potevo già più fermarmi. Ho visto il microaspirapolvere per i pilucchi, la pistola per pulire la macchina con l’acqua a pressione e tre repliche rdel robot da cucina in acciaio”
“Noooo io trovo quel robot insuperabile con le sue parti in bronzo per trafilare la pasta”
“All’alba ho sentito che mi lasciavano il giornale sullo zerbino; ho aspettato che il tipo delle consegne andasse via (l’ho spiato dallo spioncino) ed ho preso il quotidiano. Nella cronaca locale ho trovato il mercatino più vicino e la mattina sono andato”
“C’era il tale col microfono al collo che vende il panno magico che lava, sciuga, spolvera?”, chiedono quasi in coro tutti
“Si, c’era, c’era, sempre più bravo”, conferma L.
“Signora se non ce l’ha questo panno non sa che si perde”, continua il coro di tutta la comitiva imitando la voce del venditore.
“E c’era anche la bancarella della vasca in resina per coprire quella in ceramica, ma sopratutto il banchetto dello spremi limoni che si applica al limone e che poi si può chiudere per non rovinare il frutto ed io…”, si interrompe L. mentre nella stanza cala un silenzio cupo.
“Io, l’ho comprato”, conclude L.

L’espressione di tutti i volti cambia. Qualcuno singhiozza. Qualcuno osserva L. con compassione. Tutti riflettono su quel racconto.

Dalla strada arriva una voce.
“Signore, è arrivato l’arrotino….”


coltelli.jpg

Nessun commento a “Compratori anonimi”

  1. nessuno scrive:

    Se devo confessare…. sono stato pi

  2. Maurizio scrive:

    Ma quelli di Ikea non sono neppure lontanamente paragonabili a quelli americani!!! Mia madre ha acquistato questi ultimi e devo dire che sono davvero molto buoni! Io ho quelli di Ikea, ma non sono granch

  3. Maurizio scrive:

    Io di quelli messi nel ceppo di legno… Cinque euro (o gi

  4. nessuno scrive:

    No, io non ho scelto il ceppo perch

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