Come fare SEO 1a puntata
apr 21st, 2008 | Da nessuno | Categoria: Social-WebPer chi non sapesse cosa significa SEO si tratta del Search Engine Optimization, ovvero ciò che si può fare per far risultare il proprio sito tra i primi quando uno fa una ricerca (ad esempio) su Google.
Oggi si parla di questo, avventori avvisati…
Per i pochi rimasti un po’ di assunti: Google è un motore di ricerca, ma da queste parti lo consideriamo IL motore di ricerca, per cui tutto ciò che leggerete è inerente a zio Google. Ciò che rende questo motore così efficace è il continuo sviluppo dell’algoritmo di indicizzazione per far sì che i risultati siano sempre utili all’utente. Da un punto di vista dell’utente è sempre un bene, da quello di chi si occupa di SEO significa che le azioni che si fanno per essere meglio classificati potrebbero non essere valide domani, sopratutto se i nostri contenuti non sono utili. Insomma non ci si ferma quasi mai.
La seconda cosa che andiamo a definire è la keyword: questa non è, come pensano in molti, una parola che descrive il nostro sito, ma più correttamente la parola che gli utenti inseriscono nel motore e che noi vogliamo intercettare. Se la si vede da questo punto di vista tutto appare più semplice. Lo posso spiegare con un esempio: se il mio sito tratta di matite e voglio lanciare il modello 201H3 la cui caratteristica è un tratto rosso e spesso, “201H3″ non sarà una buona chiave perché nessuno la cercherà mai, viceversa lavoreranno meglio le chiavi “matita”, “matita rossa”, “matita spessa”. Poi potrei aggiungere (mettendomi nei panni dell’utente) anche “tratto grosso”, “tratto spesso” o “tratto rosso”.
L’obiettivo del lavoro di SEO è quello di far sì che a seguito di una ricerca tipo “matita rossa”, la nostra pagina abbia un rank elevato. Il rank (terza definizione) altro non è che la posizione in cui la nostra pagina compare nel risultato della ricerca.
Quando un sito web è raggiungibile in rete prima o poi Google lo scoverà. Come fa? Grazie ad un programma, detto robot, che naviga in continuazione, segue ogni link che incontra e raccoglie le informazioni delle pagine a cui approda. Se un sito è online, quindi, prima o poi il robot lo troverà. Ovviamente lo troverà se qualche altro sito avrà un link che gli permetta di arrivare. Nel caso in cui questo link non ci sia, possiamo segnalare il nuovo sito al robot e questo prima o poi lo visiterà (ma ci vuole pazienza)(molta pazienza). Per affrettare i tempi, ripetere a Google che il sito è vivo non serve a nulla, mentre avere più link verso il proprio sito ha due vantaggi: aumenta le probabilità che Google lo scovi velocizzandone l’indicizzazione ed aumenta la credibilità del nostro sito. Ecco, la credibilità coincide con il rank perché, come già detto, Google cerca di dare agli utenti per prime le informazioni più rilevanti ed un sito verso il quale puntano dieci altri siti è considerato “migliore” di uno a cui ne punta solo uno.
Per oggi mi fermo così, con una postilla ed una considerazione. Quanto scritto fin qui costituisce dei mattoncini che poi andremo a comporre più avanti, abbiate pazienza. La considerazione è che molti di noi ricevono mail di aziende che promettono di posizionare il sito in cima ai risultati. Non ho un’alta considerazione di questi servizi perché il tipo di lavoro è efficace se ho una conoscenza approfondita del mio sito e delle mie strategie e difficilmente i costi del servizio possono coprire un tale impegno. Loro non sono me. Però possono usare dei trucchetti dalla durata piuttosto breve. Figuratevi poi che una volta ho conosciuto il titolare di un’azienda che affermava di fare ciò segnalando periodicamente ai motori di ricerca la presenza del sito: considerate questi figuri dei peracottari.
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sono preparata!
Ste cose le sapevo!
qualcosa si impara anche al dams alloro!
baci baci
LaGiulia
Brava. Allora ti aspetto alla seconda puntata. No, la seconda
Il rank (terza definizione) altro non
espertoseo, probabilmente si, ma passamela cos
Sono interessato a queste lezioni di SEO anche perch
allora continuer