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un non-luogo non collocato in un ambiente definito e nemmeno, per certi versi, definitivo
non adibito ad alcuna funzione vitale come può essere un luogo di decenza e forse per questo indecente
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Insomma un posto così

C’è vento e vento

lug 31st, 2007 | Da | Categoria: Zibaldonate

Io amo molto il vento. Ho dei ricordi bellissimi di intense giornate di vento. Oggi a Milano c’era un bel vento di pioggia e mi ha messo di buon umore. Ma della bellezza del vento forse racconterò un altro giorno.
Il vento di cui scriverò oggi è quello che ho percepito qualche giorno fa: un vento sinistro e minaccioso, il vento che mi annunciava lo Tsounami di Sfiga che ha caratterizzato il mio rientro dalle ferie. Andiamo per episodi.

Ep. 1. L’ultimo giorno di vacanza ho rinunciato a fare trecking per via di una dolorosa unghia del piede sinistro che presentava una piccola chiazza di sangue. Ora questa unghia è molto scura anzi, come viene chiamato abitualmente l’ematoma sottoungueale, è un’unghia nera. San Google mi informa che nel caso di dolore sarebbe il caso di bucare l’unghia per far uscire il sangue e poi usare delle creme antimicotiche. Se invece non duole, meglio non fare nulla ed aspettare. Prima o poi cadrà ed allora bisognerà “strapparla” ed usare la solita crema. Ovviamente ora non mi duole ed al solo pensiero che potrei trovarmi costretto a strapparmi un’unghia del piede mi viene il voltastomaco. Mentre mi arrampicavo per i monti avevo la sensazione che stessi un po’ espiando i miei peccati ma credevo che sarebbe finito una volta arrivato alla vetta.

Ep. 2. Giunto alla fine della vacanza faccio per prendere la macchina e penso fra me e me: “Ci manca solo che adesso sia successo qualcosa alla macchina”. Era ferma da una settimana, la batteria in questi casi può dare noie. Invece risponde immediatamente al telecomando, parte al primo colpo, perfetta. Esco dal parcheggio per andare a prendere madre, figlia e bagagli e, nell’ordine, si accende la spia dell’airbag, quella del ABS e smette di funzionare il servosterzo. Sudore freddo. Avverto mia madre che la macchina ha dei problemi. Sono nervoso. Devo portare lei all’aeroporto, AnnA dalla madre, mi piglia l’ansia, vedo il mio meccanico sfregarsi le mani, il mio progetto annuale di risanamento dei conti andare a puttante e la carta di credito, che avevo deciso di usare solo in un caso ben preciso che non sto qui a dire, la sento agitarsi nel mio portafogli. Spengo l’auto, carico i bagagli, riaccendo e contagiri e tachimetro si agitano impazziti. Le luci del quadro non si accendono, ora e frequenza della radio non si illuminano e persino i finestrini rimangono bloccati. Sempre col servosterzo fuori uso scendo ad Aosta. Con un sms alla mia banca provo a ricaricare il cellulare (ho solo 7 Euro) ma il servizio mi risponde picche. Devo trovare un’officina Opel che mi spieghi il guasto. Al secondo tentativo ricarico il cellulare, chiamo le Pagine Gialle e poi l’officina. Mi risponde una concessionaria che mi avverte che l’officina è chiusa.
Per telefonare mi sono fermato ed ho spento. Quando riaccendo funziona tutto correttamente. Sollievo. Tempo dieci minuti ricomincia l’albero di natale delle spie e di nuovo ho il servosterzo fuori uso. Fatico sulla rampa dell’autostrada e poi vado guardingo ma sereno che lì tanto non serve.
Il servosterzo non serve in autostrada ma il tachimetro si ed io sto andando (secondo lui) a 20 Km/h da quando sono uscito dal parcheggio ad ora. Proprio fisso. Risolvo con il navigatore satellitare e leggo la velocità lì. Ci manca solo incappare in un autovelox Valdostano.
In queste condizioni sono arrivato a casa. Ora la macchina è dal meccanico. Prognosi ancora riservata. Ah dimenticavo: il condizionatore funziona per fortuna, ma quando lo si spegne arrivano delle esalazioni alla fragranza di fialetta di carnevale.

Ep. 3. Arrivato a Milano e consegnato la bimba alla madre per il resto delle sue vacanze, salgo in casa che trovo come l’avavo lasciata: un disastro. Il caldo soffocante mi fa rinunciare immediatamente ai buoni propositi di pulizia. Accendo il computer e mi appresto a controllare posta, foto, blog. Poi, sempre in previsione del confronto con il meccanico, verifico il bonifico dello stipendio. Importo regolare ma totale assenza del rimborso del credito di imposta. Pare che il CAAF non abbia spedito il resoconto all’azienda. Sarà un autunno di passione.

Comunque il vento di stamattina mi ha messo di buon umore. Faremo fronte anche a questo tsounami.

P.s.: Farò fronte da solo senza contare sull’oroscopo cinese che insiste col dire che questo è il mio anno… però adesso aggiusto il cornetto collaudato ma dall’occhiello difettoso. Non che ci creda, ma si tratta di un regalo.

Tag: sfiga, tsounami di sfiga

un commento a “C’è vento e vento”

  1. nessuno scrive:

    aggiornamento: il meccanico ha sentenziato Alternatore, io ho tradotto in tre centinaia di euro, lui ha aggiunto che il pezzo era in garanzia avendolo sostituito un anno fa, io ho tradoddo in Grazie Signore Grazie… Grazie. Poi abbiamo parlato del fatto che questo fine settimana dovessi essere da AnnA nelle Marche e lui mi ha tranquillizzato dicendo che strumenti a parte l’alternatore faceva il minimo del suo lavoro e “vada e ci vediamo luned

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