Battuta d’arresto
mar 24th, 2006 | Da nessuno | Categoria: ZibaldonateNella corsa al conseguimento dell’obiettivo del 2006, ovvero essere (io) bellissimo, mi trovo in un momento di pausa. Potrei dire che sto tirando il fiato per non arrivare spompato a dicembre, ma non sarebbe onesto. In realtà sono un paio di settimane che una nube di sfiga mi sovrasta.
Prima ci si è messa una leggera influenza. Poi una ricaduta della stessa molto più forte. Ora mi è rimasta una tosse, degna di un sanatorio, che mi piega in due e mi procura dei forti dolori alla schiena. Tanto che nei giorni passati facevo anche fatica ad alzarmi dal letto. Qualcuno mi ha ricordato di un’amica che si è fratturata una costola per una tosse troppo forte, il mio capo mi ha paventato una possibile polmonite… il medico oggi ha liquidato tutto prescrivendomi aerosol.
In queste condizioni arranco quotidianamente nelle mie cose tendendo l’orecchio al motore dell’automobile. Già perché da qualche settimana questo tende a perdere colpi ed a spegnersi ai semafori ed agli stop. Anzi, tendeva. Ieri infatti lo ha fatto per l’ultima volta. In piena notte. A trecento metri da casa. Giusto su uno svincolo, così che nonostante l’ora tarda sia riuscito a formare una coda di vetture clacsonanti mentre, tra un colpo di tosse e l’altro, spingevo (da solo) la vettura in una posizione meno ingombrante. L’ora successiva è passata ad aspettare un carroattrezzi che ha spostato la macchina per gli ultimi trecento metri. Nell’attesa la batteria ha reso l’anima. Esperienza interessante. Quando il tentativo di accendere il motore ha cominciato ad essere inutile ho cercato di risparmiare ogni ampere per tenere in vita le luci d’emergenza. Ho spento tutto e sono rimasto ad ascoltare il tic-tac delle luci. Poi il suono è diventato tic-tic-tac-tac e le luci sempre più fievoli. Ho provato una stretta al cuore poi quando il suono si è trasformato in un affannato tic-tic-tic-tac-tac-tac che ricordava tristemente un elettrocardiogramma che si avvia a diventare piatto. La stavo perdendo. Nemmeno un defibrillatore a portata di mano. A morte avvenuta mi sono raccolto nei miei pensieri. Fatelo anche voi. Nessuna preghiera. Solo opere di bene.




Coraggio, ti sono vicino…
Mi sento molto sensibile nei confronti di chi ha problemi con la macchina. Tieni duro!
Dai che e’ primavera … no eh?