Autocelebrazione
giu 8th, 2007 | Da nessuno | Categoria: Reloaded
Mi sono fatto un tatuaggio. Ho sempre pensato che poteva essere bello ma non mi sentivo addosso alcuna immagine. Pensavo ad una immagine di Haring. Poi ho capito perfettamente cosa significa farsi un tatuaggio. Intendiamoci, tutti sanno che devi avere le idee chiare, che l’immagine che scegli deve essere TUA, eccetera.. queste cose le ho sempre sapute anche io. Poi Una settimana fa tornando a casa in macchina sono stato folgorato ed ho visto l’immagine che ora campeggia sul mio braccio. Lo vista e l’ho guardata modificarsi mentre aggiungevo particolari, ne limavo alcuni, mi facevo domande, mi davo risposte (ero solo in macchina…) e mi confezionavo i dubbi da risolvere chiedendo in giro.
Si, una vera e propria folgorazione.
Ho tatuato sul braccio una fenice, stilizzata. In generale è un soggetto abbastanza presente fra i tatuaggi ma non me ne importa molto. Questa è la mia di fenice. Quella che mi ricorda tutte le volte che ho avuto la sensazione di dovere rinascere e di dovermi rialzare per volare ancora. Ho cercato un po’ in rete qualche immagine ed ho raccolto più dettagli di questo essere mitologico su wikipedia. Alcune caratteristiche mi appartengono, altre mi piace pensare che mi appartengano, ma non sapendo distinguere quali sono le une e quali le altre non le riporterò qui.
La mia fenice ha le ali spiegate ed una catena spezzata fra gli artigli. La catena ha cinque anelli perché tante sono le volte che tutto è ricominciato.
La prima quando ho sfanculato il mondo, fatto amicizia con me stesso e come la fenice ho generato me stesso
Il secondo anello mi ricorda quella che è stata la mia storia con Luana e la sua frase finale “questi quattro anni sono stati sprecati” e la mia ossessione per salvaguardare tutti i segni che mi aveva lasciato addosso in quei quattro anni per dimostrare che la propria formazione passa anche dalle ferite. Anche dalle sue.
La terza è per Guia, la mia ex-moglie, perché un amore svanito non è detto che non sia stato importante ed il nostro lo è stato di sicuro sopratutto perché abbiamo AnnA. Lei ha pagato il mio bisogno di me stesso soffrendone (non ha senso chiedersi se più o meno di me, entrambi dopo siamo stati soli): io so che è stato un momento tremendo vissuto per salvaguardare quanto di più prezioso abbiamo.
Dopo il matrimonio riprendersi è stato facile solo in apparenza e poi è arrivata Silvia che nel giro di pochi mesi mi ha rimesso in moto le emozioni facendomele provare di nuovo tutte. Ma proprio tutte. Pure quelle che un uomo vorrebbe risparmiarsi. Ed alla fine mi ha dimostrato che c’è sempre un modo di far ripartire il tutto e che se questo tutto si spegne… beh, capita e fa male. Ma ne vale la pena non aver paura di giocare la partita: l’importante è giocare al massimo.
L’ultimo anello è per oggi. Con Flora di nuovo tra le stelle e nella polvere, con più lentezza, con una fortissima intensità, con ancora quel senso di appartenenza che quando viene a mancare ti lascia disorientato, con la consapevolezza che il legame è allentato ma spezzarlo (per fortuna) è un altro paio di maniche, con ancora scarsa fiducia in una prossima accensione, con ancora molte scatole da riempire di sensazioni da ordinare ed il tempo passato ancora troppo poco. In questo anello ci sono tutte le sensazioni che ritornano con l’odore della cenere, ci sono le mie insicurezze, le mie brutture, quello che ho saputo mostrare e che ora non ha più spettatori. C’è il conto che si fa alla fine di tutto ed è un conto a somma zero in cui a me è toccato il -1. Ci sono tantissime cose che mi porto addosso e tra queste le negative ora urlano di più ma sono una minoranza da spurgare presto via.
So che questo è sicuramente un altro anello di quella catena e che c’è un volo da spiccare di nuovo.
La fenice bruciava al sole e grazie al sole rinasceva e stendeva le ali. Sono in attesa di raggi.
Ecco, questa è la celebrazione delle mie vittorie o delle mie sconfitte (non so decidermi); dei momenti in cui ho sentito il bisogno o che ho dovuto ricomiciare da me; di tutte le volte che bussando alla mia porta non mi sono aperto. Potrebbe sembrare sopratutto una celebrazione degli amori finiti a pezzi, ma si tratta di coincidenze: la realtà è che “per seguir virtute e canoscenza” si deve rischiare. Questo è il solo modo che conosco per sentirmi vivo (modo che voglio continuare nonostante tutto), il solo modo che conosco per far sentire vivo chi ha voglia di prendere qualcosa di me. Almeno fino a quando non trovano il loro modo di vivere e giustamente cambiano strada; la celebrazione di quando una parte di me stesso mi abbandona con loro.
Tutti gli anelli di questa catena bruciano sulla pelle più delle ali della fenice. L’ultimo continuo a guardarlo ma piano piano comincerò a pensare alle ali.
Già perché gli anelli di questa catena potranno anche aumentare in futuro (l’ho pensato apposta così), ma di certo le ali non si potranno richiudere.




Tu sai.
benvenuto nella cricca degli inchiostrati
(commento da leggere quando inizierai a guardare le ali)
Non voglio stare qui a dirti cose che gi
Anche tu te sei “sporcato” la pelle. Io ti ho anticipato lo scorso anno per il mio 35
Maaa.. invece di tatuarli, tutti ‘sti anelli… perche’non ci aggiungi un tocco da du’ carati e mezzo (the rock, come dicono gli americans)e li regali a tutte queste meravigliose donne che hanno fatto di te quel che sei. Inclusa la prima: la donna che e’ in te.
uhmm, mi sa di no
Il commento di Yota
tse… donne!!!
E’ bellissimo!
io 2 anni fa ho fatto il secondo ed il mio piccolo Mattia ha scelto il soggetto ed il posto…., forse l’hai anche visto…..sono antonella la ragazza di Roby1
Grazie mille. E benvenuta da queste parti
Donne, donne, sempre donne.
Be’, almeno il mio – di tatuaggio – non ha a che vedere con storie di donne… mi consolo (?)