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un non-luogo non collocato in un ambiente definito e nemmeno, per certi versi, definitivo
non adibito ad alcuna funzione vitale come può essere un luogo di decenza e forse per questo indecente
privo di indicazioni sul da farsi per non dar luogo a chissà ché nel quale ben poco avrà luogo.
Insomma un posto così

AnnA alle prese con Omero

dic 4th, 2006 | Da nessuno | Categoria: Ragazzo padre

polifemo.jpgMentre AnnA ed io ci preparavamo, l’altra sera, per andare ad un aperitivo con i miei amici fotografi, le spiegavo che abbiamo tutti un nickname, un soprannome. Quando le ho detto che il mio era ‘nessuno’ le ho voluto spiegare anche il perché e le ho raccontato la storia dell’incontro fra Ulisse e Polifemo.
Il pomeriggio quindi è stato scandito dall’interrogatorio, da parte sua, su tutti gli episodi dell’Odissea che mi ricordavo. Interrogatorio ripetuto più volte perchè quei due o tre episodi che mi ricordavo al cento per cento (Polifemo, le sirene, il ritorno ad Itaca) me li ha fatti ripetere più e più volte. Guai poi a dimenticare un passaggio, una battuta: è consentito improvvisare sulla recitazione dei dialoghi Polifemo-nessuno, ma guai dimenticare le battute.
La sua confidenza è diventata tale che mi ha fatto domande anche sul resto della famiglia di Polifemo, interrompendo la mia interpretazione di Polifemo dolorante (interpretazione inspirata direttamente da uno tipici personaggi dei film di Villaggio)…

Io: …e allora mentre Polifemo dorme, Ulisse ed i suoi uomini, quatti quatti, quatti quatti, si avvicinano e con un bastone appuntito lo accecano. Polifemo allora si sveglia ed urla: <Che ddoloreeeee, che ddddolooooooooore>
AnnA: E che dolore di su e che dolore di giù. E che dolore di qua e che dolore di la.
Io: Allora dall’altra parte dell’isola sentendo gridare, il fratello di Polifemo gli chiede: <Polifeeemo, chi è stato?>
AnnA: No, gli chiede prima: <Polifemo che è successo?>
Io: ah si, giusto. <Polifemo che è successo?>, e Polifemo: <Il mio occhio, è accecato>, ed il fratello: <Polife’ e chi è stato?>, <Nessuno, è stato Nessuno>, ed il fratello: <Ah beh! se non è stato nessuno…>
AnnA: ma anche il fratello di Polifemo aveva un occhio solo?
Io: si, erano gemelli
AnnA: e la mamma?
Io: non lo so, non si hanno notizie attendibili sulla madre.
AnnA: beh ma somiglieranno alla madre, avrà un occhio solo anche lei.
Io: si, lo penso anche io.
AnnA: va beh possiamo dire che è tipo loro ma con una gonnellina in più.


polifemo.jpg

Tag: AnnA, bambini, favole, nessuno, Polifemo, storie, Ulisse

2 commenti a “AnnA alle prese con Omero”

  1. silvia scrive:

    ahahah questa

  2. Rossella scrive:

    Davvero splendida!

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