Zibaldonate
Ancora sul moloCorreva l’anno 1988, aprile immagino, e io salivo su un cavalcavia di un altro porto della Sardegna. Da lassù guardavo il mare e mi facevo schiaffeggiare dal vento. Salutavo questa terra e mi dicevo che quella estate non sarei tornato sapendo che di lì a qualche mese sarei stato rimandato in matematica e le mie ferie starebbero state compromesse. Quel giorno mi è rimasto impresso perché staccarmi da quel molo, dal vento e dal profumo dell’aria fu pesantissimo.
Oggi sono su un altro molo sardo, il vento è più leggero ma la pesantezza molto simile. Oggi finisce una vacanza che ho atteso e di cui avevo immenso bisogno, domani si ricomincia a fare i conti con quegli obiettivi che non riesco a raggiungere ma soprattutto non riesco a non pensare a mia figlia che nel salutarmi trattiene a stento le lacrime e mi stringe per non lasciarmi andare.
Ho sbagliato: è molto più pesante di allora.
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